bumbi Media Press

un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

Roma: Casa del Jazz Festival 2012 dal 4 al 31 luglio

FONTE: Allinfo.it

Si terrà   dal 4 al 31 luglio nel Parco della Casa del Jazz, con il sostegno dell’Azienda Speciale Palaexpo e dell’Assessorato alle politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, vantando un programma di altissimo livello il “Casa del Jazz Festival 2012“.

Grandi nomi per grandi eventi con tante novità che permetteranno  a “Casa del Jazz Festival” di trasmettere un segnale forte e chiaro legato ad un mondo che può definirsi sempre meno di nicchia.

Si alterneranno dunque sul palco grandi nomi come Dee Dee Bridgewater, universalmente riconosciuta come una delle più importanti cantanti Jazz contemporanee con il suo progetto “to billie with Love: a celebration of Lady Day” e a seguire Roberta Gambarini, Cristina Zavalloni, Maria Pia de Vito in ensemble con Huw Warren e Gabriele Mirabassi.

Presenti anche i grandi trombettisti come Enrico Rava al quale spettarà, il 4 luglio,  il compito di aprile  ufficialmente la stagione estiva del “Casa del Jazz Festival 2012” e poi Roy Hargrove, e Flavio Boltro.

Previsto anche un concerto straordinario  con i Bad Plus con ospite speciale Joshua Redman e con i batteristi del calibro di Brian Blade e Roberto Gatto, i pianisti come David Kikoski e Aron Goldberg, i contrabbassisti come Omar Avital e Enzo Pietropaoli.

Nel cartellone degli eventi presente anche l’evento “Decontaminate Rome” ovvero una rassegna di Music Zone in collaborazione con Percentomusica nell’ambito del progetto europeo “YOUME YOUng Musician paly Europe

Più avanti il dettaglio completo degli appuntamenti previsti dal “Casa del Jazz Festival 2012“.

di Giovanni Pirri

giugno 6, 2012 Posted by | festival | , , , | Lascia un commento

Roma: Piji presenta il singolo Welcome to Italy al The Place

FONTE: Bravonline.it

Mercoledì 6 giugno al The Place di Roma il cantautore Piji (nella foto) presenta con il suo Septet il suo primo singolo ufficiale“Welcome to Italy” (e il relativo video) in uscita per Isola degli Artisti/Carosello Records, prodotto da Carlo Avarello, ospiti Voci nel deserto.

Sarà una vera e propria festa live, il concerto per la presentazione di “Welcome to Italy”. Il 6 giugno (due giorni prima dell’uscita del primo singolo ufficiale di Piji, e del relativo video), sul palco del The Place, il Piji Septet si tingerà per l’occasione di bianco, rosso e verde.
Il live di Piji, da sempre miscuglio di jazz, manouche, pop e canzone d’autore, in bilico tra ironia e poesia, diventerà ancora più spettacolare grazie anche alla presenza speciale delle Voci nel deserto(gruppo di teatro civile che da anni porta in scena “frammenti di libertà di pensiero”). Si canterà, si suonerà e si reciterà avendo come unico obiettivo l’Italia: da un lato “Il Bel Paese che è andato a male”, l’Italia in crisi, l’Italia per come viene vista all’estero, l’Italia cialtrona, l’Italia “mignottara”, l’Italia che dopo 151 anni troverà sicura coesione solo grazie agli imminenti Europei di calcio, ma anche l’Italia delle cose da salvare ancora, nonostante tutto, perché per fortuna/purtroppo (come diceva Gaber), ci è capitato di essere italiani.

“Welcome to Italy”
Il brano, prodotto da Carlo Avarello per Isola degli Artisti/Carosello Records, racconta di uno spregiudicato e cialtronesco piazzista-imbonitore che, all’interno della colorata televendita di un’agenzia di viaggi, prova a spacciare a turisti stranieri dei “meravigliosi” pacchetti-vacanze con tanto di “esclusivi” extra per degli “indimenticabili” soggiorni in Italia. Le sue offerte si riveleranno però delle vere e proprie bufale, dato che i luoghi di sogno tanto decantati si scopriranno essere i simboli di un’Italia che crolla, sia realmente che metaforicamente.

Piji (Pierluigi Siciliani, Roma, 1978) è tra i più promettenti cantautori emergenti del panorama italiano, tanto da assumere tra gli addetti ai lavori e per la stampa, l’appellativo di “cantautore emergente più premiato d’Italia”, con i suoi 14 premi vinti (tra di essi il Premio Lunezia Future Stelle 2010, il Premio Bindi 2009, il Festival Dallo Sciamano allo Showman 2010, il Premio Augusto Daolio 2007).
Ha all’attivo più di 400 concerti, due partecipazioni al Premio Tenco, tante presenze nelle più importanti rassegne live dedicate al jazz e alla canzone e alcune importanti collaborazioni (da Simona Molinari a Stefano Bollani, da Greg e Lillo a Sergio Caputo). Da anni conduce il programma radiofonico “Quartiere Latino” per Radio Città Futura. Ha scritto il saggio “La canzone jazzata. L’Italia che canta sotto le stelle del jazz”, edito da Zona.

Mercoledì 6 giugno – ore 22.00

PIJI
in
WELCOME TO ITALY

Piji SEPTET

  • PIJI (voce e chitarra)
  • BIAGIO ORLANDI (sassofoni)
  • LUCA IABONI (tromba)
  • DOMENICO SANNA (pianoforte)
  • MATTEO RUBERTO (chitarra)
  • SAVERIO CAPO (basso)
  • FILIPPO SCHININÀ (batteria)

+
AUGUSTO CRENI (chitarra manouche)

Ospiti:
VOCI NEL DESERTO

THE PLACE (Roma), Via Alberico II 27/29 (zona Prati)
Ingresso live 12 € (consumazione inclusa)
www.piji.it
www.theplace.it

giugno 6, 2012 Posted by | eventi | , , | Lascia un commento

Intervista a Alberto Laurenti e i Rumba de Mar

FONTE: Allinfo.it

Esce “Al Crocevia della musica” il nuovo album del cantautore romano ALBERTO LAURENTI e della band gitana RUMBA DE MAR. Un disco che   “è un vero e proprio percorso ad occhi chiusi – a dichiararlo è lo stesso ALBERTO LAURENTI – tra melodie, ritmiche ed orchestrazioni uniche”.
Album che fa della contaminazione il proprio  elemento distintivo ?
La contaminazione, in questo tempo pieno di contraddizioni   è il nostro credo e insieme alla band da sempre ci impegnano sul fronte della sperimentazione grazie all’utilizzo di sonorità   internazionali. Sonorità arricchite dalla nostra esperienza di musicisti appassionati che amano il proprio mestiere.

Praticamente…

Che opportunità rappresenta per Voi “Al Crocevia della musica” ?
Genera un nuovo  punto di inizio scritto e suonato per dare il là a  nuove prospettive e, quindi, permettere nuove sperimentazioni. Ma è anche un  modo per uscire dal binario  oramai inflazionato della chill out.

Forti della maturità artistica che la band sta vivendo?
Non siamo solo noi a dirlo e comunque il risultato di questo album ci ha entusiasmato. L’album,  giorno dopo giorno, lo scopriamo sempre più omogeneo, solare e pieno di nuovi stimoli. Forse perché è un viaggio appassionato, appassionante, tra le rumbe di tutto il mondo.

E la conferma arriva dalla risposta live. Più che positiva, in un periodo in cui il salto dal palco di Sanremo a quello live  descrive un abisso?
La gente è stufa del solito pop tradizionale e con l’uso che si fa della musica il pubblico ha affinato molto l’orecchio e si entusiasma quando si trova dinanzi a sonorità nuove.

L’album si racconta attraverso tracce edite ed inedite?
Gli inediti, all’apparenza sei,  in realtà sono sette  in quanto “L’amico è fragile”, scritta per Franco Califano  e da lui edita in anni passati, è stata incisa  per la prima volta con la mia voce  proprio in occasione della pubblicazione di questo disco. Le cover di lusso sono quindi tre, ma di esse ne parlerò un’altra volta.

Proprio perché le persone hanno affinato il proprio orecchio musicale sono in grado di riconoscere l’autenticità che alla base di ogni progetto. E’ per tale ragione che “Al crocevia della musica” parte da lontano ossia dall’uso di suoni suonati e di strumenti antichi ?
Il nostro è un disco interamente suonato e non contiene campionamenti, discostandosi dalla  musica chill  out che oramai tutti pensano di saper fare fondendo voci arabe con sonorità etniche, pensando di poterle cavalcare in maniera dignitosa.
La nostra ricerca musicale  parte anche dall’uso dello strumento più adatto. La chitarra portoghese, il liuto arabo, e tutti gli strumenti a percussioni dell’Universo magrebino, ci hanno spinto a produrre un album che abbiamo pensato originale e che continua ad esserlo.

Da musicista che emozione è far vibrare uno strumento antico?
Particolare…Gli  strumenti antichi sono severi e bisogna saperli  contestualizzare nella maniera corretta affinché possano esprimere al meglio il proprio potenziale. Richiedono una fusione di conoscenza tecnica e di amore per lo strumento. Pretendono rispetto.

Se l’album ci fa chiudere gli occhi per  darci la possibilità  di perderci e poi di ritrovarci  nella sua melodia, il videoclip della canzone che dà il titolo all’album gli occhi ci spinge ad  aprirli e anche bene?
Girare il videoclip  su una spiaggia deserta del nord della Gallura è stata una esperienza meravigliosa. Tant’è  che ha spinto il regista Giovanni La Pàrola a girare il video interamente su pellicola.
Il video è una festa di danze, di colori e  di musica ed è la rappresentazione della intuizione di fondo che ha dato il là alla scrittura di questo brano, ed è diventato il motivo portante dell’album.
La scrittura di “Al Crocevia della musica” prende spunto da una frase di Goran Bregović della quale  mi sono innamorato. Quando gli chiesero cosa fosse per lui Istanbul, rispose che per lui era il crocevia della musica occidentale e orientale.

Il gruppo dei “Rumba de Mar” è uno dei tre diversi progetti ai quali prende parte Alberto Laurenti.  Cosa li contraddistingue e cosa, invece, li unisce ?
Oltre  me li unisce l’esigenza di dare una forma diversa alla musica per esigenze concertistiche.
Gli Ensemble Ethnique sono stati i precursori della chill  out dal vivo. Dal 2000, insieme a loro, sono  presente nelle compilation di tutto il mondo con 50 titoli che continuano a fare  il giro del globo.  La piccola orchestra romana è un modo per rileggere  la tradizione romana contaminata da  influenze etniche che piacciono molto al pubblico delle piazze nelle quali insieme a loro mi ritrovo a suonare.

Per fare questo mestiere ci vuole più audacia o determinazione?
Ormai la musica è diventata un mestiere che si merita di essere fatto bene oltre che con la piena  consapevolezza di ciò che si sta facendo.

E capire che si spende più tempo ad essere qualcuno che se stessi?
(Ride) Ad un certo punto ho capito che era diventato fondamentale   mettere in pratica l’esperienza che avevo messo faticosamente da parte, ed era l’unico modo per dare una impronta autentica a ciò che stavo facendo, e ancora oggi mi rappresenta nonostante sia passato molto tempo. Essere se stessi prima o poi paga.

A questo punto non ci resta che andare al nostro  Crocevia della musica ”?
Certamente, e ne approfitto anche io per lanciare un invito a chi ci legge.  Ascoltate sempre le anteprime delle tracce su iTunes, perché soltanto ascoltando si può subito comprendere ciò che si ha davanti. Il nostro disco, ad esempio, è fatto di dieci tracce generose e sincere, oltre che  di grandi orchestrazioni.

di Giovanni Pirri

giugno 6, 2012 Posted by | interviste | , , , | Lascia un commento