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La musica è finita? Intervista a Giordano Sangiorgi e Enrico Deregibus

FONTE: Allinfo.it

giugno 21, 2012 Posted by | interviste | , , , , , | Lascia un commento

“La musica è finita?” ARCI, Audiocoop, Amici della Musica e dal Cemat promotori di un convegno in cerca di risposte

FONTE: Allinfo.it

 

Presso il Terzo settore di Piazza Mattei n. 10 a Roma si è discusso oggi sulle opportunità riservate alla musica. Ci si è domandato se la musica sia finita oppure no.  “La musica è finita ?”  era infatti  il titolo del convegno organizzato da ARCI, Audiocoop, Amici della Musica e dal Cemate promosso per cercare tra gli addetti ai lavoratori le  risposte migliori ad una crisi che chiama a sé il bisogno di rilancio. 

Anche se  fa rete  la questione rimane  sempre la stessa. Emerge il dato di fatto che le realtà sul territorio fervono. Peccato solo che non  trovino riscontro a livello politico. Si pensi alla mala gestione SIAE e alla sordità del Governo che preferisce girarsi dalla parte opposta piuttosto che prodigarsi per trovare una soluzione al problema della redistribuzione equa dei diritti.

Tra gli interventi significativi che hanno caratterizzato il convegno c’è stato quello di Luca Forneri (Rete dei festival) che sulle frequenze di Altra TV ha attaccato la politica dei finanziamenti concessi in modo diseguale agli operatori presenti sul mercato. Operatori  senza una idea precisa oltre che senza una identità certa.  Non è mancato il momento della  polemica bonaria nei riguardi di Cemat. Fa riflettere sul fatto che anche tra i singoli attori del cambiamento epocale che, a breve interesserà la musica, sia impossibile  trovare una intesa univoca tra gli addetti ai lavori.

E significativo è stato anche l’intervento di Enrico Deregibus che con le proprie considerazioni ha riacceso un po’ gli animi…

Leggi l’articolo per intero QUI 

giugno 21, 2012 Posted by | eventi | , , , , , | Lascia un commento

Teatro Argentina. Appello di Gianni Alemanno al Teatro Valle occupato – Sintesi

FONTE: Allinfo.it

giugno 21, 2012 Posted by | I primi passi | , , , , , | Lascia un commento

Gianni Alemanno contestato al Teatro Argentina: “che il Teatro Valle esca dal suo isolamento”

FONTE: Allinfo.it

 

Chissà se il tempo che è passato dai Re fino al Pontificato
è proprio come l’hanno raccontato
o Roma è stata sempre un po’ teatro
[da Addio AddioRoberto Giglio]

Fa discutere in queste ore l’intervento di Gianni Alemanno contestato durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione teatrale del Teatro Argentina

Ospite di Gabriele Lavia, invitato a parlare  del completamento delle strategie legate ai Teatri di cintura,   non ha esitato a lanciare dal palco dell’Argentina un appello ben preciso rivolto naturalmente al teatro Valle occupato oramai un anno e sei giorni fa (14 giugno 2011).

E’ ora che gli attuali occupanti del Teatro Valle Occupato possano uscire dal loro splendido isolamento in cui stanno e cerchino di connettersi con la realtà dell’offerta  teatrale…c’è la disponibilità di valorizzare l’esperienza ma ci deve essere la disponibilità di dialogare con le Istituzioni …non ci possono essere enclavi chiuse” è quanto ha dichiarato il Sindaco di Roma contestato durante il suo intervento da un giornalista seduto in platea per aver utilizzato la  parola “isolamento”.  

Tenuto conto che dallo  scorso 5 luglio, sono state avanzate, da parte dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte nella occupazione ad oltranza del Teatro,  delle proposte concrete  pensate per fare del Teatro Valle un luogo dedicato alle drammaturgie italiane e contemporanee.   Tra gli obiettivi quello di farlo  diventare il Valle un centro di formazione per la sperimentazione di nuove forme di direzione artistica e di laboratori teatrali. Senza mai dismettere  l’impegno  nel dare spazio alla musica, al cinema e alla danza.

Due sono ancora i punti poco chiari della “vicenda Valle” messi in evidenza da un numero di giornalisti sempre crescente: il primo  legato ad un fatto concreto ossia a chi stia  pagando i conti di un teatro la cui apertura giornaliera è in grado di generare oneri degni di nota; il secondo strettamente connesso al  perchè  il Teatro  Valle possa fare così gola al Comune di Roma visto che, ogni anno, spende sempre meno per la cultura.

Forse  sono in vista  nuove autorizzazioni per centri commerciali o sale bingo proprio nel centro di Roma ?

La battaglia resta serrata e si aspettano a breve repliche ufficiali dal parte del Comitato di autogoverno del Teatro valle che giusto il 20 ottobre 2011, attraverso la sperimentazione di una prassi di studio e di autogoverno del Valle, era giunto all’elaborazione dello Statuto della Fondazione Teatro Valle Bene Comune.

di Giovanni Pirri 

giugno 21, 2012 Posted by | I primi passi | , , , , , | Lascia un commento