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TALOS FESTIVAL 2012 – dal 7 al 16 settembre Ruvo di Puglia (Ba)

TALOS FESTIVAL BANDE – la melodia, la ricerca, la follia
 
10 giorni, 20 concerti, 400 musicisti di oltre 20 nazionalità, 5 produzioni originali, mostre e masterclass, 1 grande evento speciale.
 
Tra gli ospiti Radiodervish, Livio Minafra, Banda Giuseppe Verdi di Sannicandro di Bari, Municipale Balcanica, Pino Minafra e la Banda di Ruvo di Puglia, Bruno Tommaso, Gianluigi Trovesi, Carlo Rizzo, Renaud Garcia-Fons, Orchestra di Piazza Vittorio, Luciano Biondini, Faraualla, Boban i Marko Markovic Orkestar, Admir Shkurtaj, Roberto Ottaviano, Michel Godard e molti altri.
 
Dal 7 al 16 settembre il Talos Festival di Ruvo di Puglia  torna alla sua dimensione originale, ritrovando nella direzione artistica del suo ideatore, il trombettista e compositore Pino Minafra, la forza progettuale e la qualità artistica che per nove edizioni – dal ’93 al 2000 e poi nel 2004 – lo hanno reso un festival di riferimento nel panorama nazionale ed europeo.
 
Dopo otto anni dall’ultima edizione diretta dal maestro Minafra, il Talos Festival – realizzato dal comune di Ruvo di Puglia con il sostegno di Regione Puglia, Provincia di Bari all’interno della rete Apulia Jazz Network sostenuta da Puglia Sounds – PO FESR 2007/2013 ASSE IV – si riappropria del suo antico ruolo di motore produttivo di cultura, votato alla sperimentazione di nuovi linguaggi musicali e alla valorizzazione delle radici fondanti la storia e la tradizione musicale pugliese.
 

In questa prospettiva, il titolo scelto per la rinascita del festival è Bande – la melodia, la ricerca, la follia. Il programma è interamente costruito proprio intorno al fenomeno banda, quella che oggi appare la cenerentola delle grandi formazioni, dimenticata dall’establishment e dall’intellighenzia musicale nazionale e che invece è la maggiore responsabile della diffusione della cultura musicale nel nostro paese. Patrimonio endemico del Sud da oltre due secoli, la banda, come una sorta di teatro itinerante, è sempre stata capace di portare la grande musica a intere generazioni, paesi e piazze, spesso isolati geograficamente e depressi culturalmente, facendo scoprire il nostro grande patrimonio lirico (le Arie d’Opera interpretate con gli strumenti a fiato in luogo delle voci) e le grandi sinfonie, inventando un nuovo suono. Un patrimonio di assoluta unicità che oggi va custodito gelosamente e protetto.

La banda diventa dunque, da un lato, il motivo radicante il festival sul territorio; dall’altro rappresenta il viatico per sperimentare nuove produzioni e nuovi linguaggi. Seguendo questo filo conduttore, il Talos si svolge in due parti; un’ anteprima in Largo Cattedrale, dal 7 al 12 settembre, dedicata alle bande che si sono formate all’interno di istituzioni culturali, dall’associazione comunale all’università; e il festival internazionale in Piazzetta Le Monache, dal 13 al 16, che ospiterà le produzioni originali realizzate appositamente per il Talos.

 Nel corso della prima parte, in Largo Cattedrale, si esibiranno le bande del territorio e non solo: dalla Banda Comunale di Ruvo di Puglia “Basilio Giandonato”, a quella della Scuola Media Monterisi di Bisceglie; dall’Action Band del Liceo Scientifico Tedone di Ruvoal Complesso Bandistico Atellano, e poi ancora il Brass Ensemble del Conservatorio “E. R. Duni” di Matera e l’Improbabilband dell’Università “Aldo Moro” di Bari. Tutti i concerti dell’anteprima sono a ingresso gratuito.

Dal 13 al 16 si entra nel vivo del programma con tre concerti al giorno (gratuiti quelli pomeridiani al Chiostro del Convento dei Domenicani; con un ingresso simbolico di 5 euro quelli serali in Piazzetta Le Monache). È in questa seconda sezione del festival che si concentrano le produzioni originali Talos che dimostrano il ruolo di ecletticità, poliedricità e innovazione che la banda  può svolgere nel panorama internazionale.

Ad aprire questa parte, giovedì 13, sarà Bandervish, formazione tra le più innovative apparse negli ultimi anni che unisce le melodie inconfondibili dei Radiodervish con il fisarmonicismo speziato di Livio Minafra e la Banda Giuseppe Verdi di Sannicandro di Bari; in serata, poi, la prima delle produzioni originali del festival: “Dio è Zingaro – God is a Gipsy” con la Municipale Balcanica che ospita Admir Shkurtaj (fisarmonica), Roberto Ottaviano (sax), Giorgio Distante e Vito Mitoli (tromba), la cantante albanese Meli Hajderaj.

Sempre giovedì 13, al Convento dei Domenicani (ore 18), presentazione del libro fotografico di Gianni Cataldi Puglia In Jazz. A seguire, concerto del fisarmonicista-compositore Giacomo Desiante che interagirà con la classe di Tuba diretta dal maestro Giuseppe Scarati del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli.

 Improvvisazione e fusione di sonorità contemporanee e balcaniche saranno gli elementi del progetto “Gestures and zoom” dell’ Admir Shkurtaj Trio (con Giorgio Distante e Francesco Massaro) nel pomeriggio di venerdì 14; mentre il doppio set serale sarà introdotto dal viaggio musicale in solo di Carlo Rizzo attraverso i ritmi e i suoni del tamburello politimbrico da lui inventato e dei tamburelli tradizionali del mondo. A seguire, un’altra produzione originale Talos: la Banda di Ruvo di Puglia, ensemble fondato da Pino Minafra nei primi anni ’90 a cui si deve il primo recupero su supporto cd delle arie d’opera del melodramma, le musiche della Settimana Santa e l’aver proiettato la banda nel suono contemporaneo attraverso nuove composizioni. La Banda sarà diretta da Bruno Tommaso, Pino Minafra e Michele Di Puppo e avrà tra i solisti ospiti il clarinetto di Gianluigi Trovesi, il tamburello di Carlo Rizzo, la tuba di Michel Godard, il pianoforte di Livio Minafra e le voci del quartetto Faraualla.

Il pomeriggio di sabato 15, incontro gratuito con Michel Godard che condurrà la YamahaTuba Masterclass, riservata a musicisti e uditori. Ad aprire il concerto serale il solo del contrabbassista francese di origine catalana Renaud Garcia-Fons, strumentista di eccellente valore e musicista complesso; a seguire il collettivo multietnico per definizione, l’orchestra che più di qualsiasi altra è riuscita a distinguersi per la sua sonorità unica, mettendo insieme musica tradizionale, rock, pop, reggae, e classica: l’Orchestra di Piazza Vittorio diretta da Mario Tronco.

Gran finale, domenica 16, con i consueti tre set giornalieri: nel pomeriggio il duo fisarmonicatuba di Luciano Biondini e Michel Godard; in serata il quartetto vocale Faraualla assieme a due percussionisti e gran concerto di chiusura con la Boban i Marko Markovic Orkestar, la brass band serba che ha saputo fondere la tradizione musicale rom con i ritmi contemporanei, passando dalle colonne sonore dei film di Kusturica al palco del famosissimo festival di Guča.

Domenica 16, inoltre, alle ore 10.30 presso il Chiostro del Convento dei Domenicani si terrà il convegno sul tema “La Banda, un patrimonio da salvare”. In apertura di convegno, Vincenzo Anselmi presenterà il suo libro “La Tradizione Bandistica a Ruvo di Puglia” (Papageno Edizioni).

 Da domenica 9 settembre il Convento dei Domenicani ospiterà anche le mostre  “I suoni della memoria silenziosa” di Diego Amenduni, “Le parazioni (le luminarie)” di Raffaele Puce, “TaloSguardi” di Enza Mastria e una raccolta di opere del grande pittore ruvese Domenico Cantatore. Le mostre verranno inaugurate domenica 9, alle ore 18, con la solo performance del sassofonista Carlo Actis Dato.

Infine, il 28 settembre, a conclusione dell’edizione 2012, un evento speciale Puglia Sounds con la collaborazione di Talos Festival al Teatro Petruzzelli di Bari: l’Italian Instabile Orchestra, la più importante e innovativa formazione nella storia del jazz italiano, incontra lo Europe Jazz Network che quest’anno grazie a Puglia Sounds svolgerà la sua assemblea generale proprio a Bari.

www.talosfestival.it

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NOTA DEL DIRETTORE ARTISTICO

Museificata, ignorata e rimossa da critici, compositori e organizzatori musicali, quello della BANDA è sicuramente uno dei suoni più originali e rappresentativi della grande tradizione musicale italiana. Grande palestra per strumentisti e direttori d’orchestra, ha svolto nella sua “vocazione popolare” funzioni sociali e culturali di grande importanza. Per oltre duecento anni la banda è stata un grande laboratorio e un luogo di formazione per decine di direttori, compositori e musicisti.

Nel corso di questo periodo ha sviluppato identità e dignità ben definite, così come una funzione artistica e sociale propria. Uno dei suoi più grandi meriti consiste nell’aver diffuso la cultura musicale delle sinfonie e opere liriche in tutto il paese, in particolare tra le persone più povere e isolate (in un periodo difficile, senza radio e televisione). In effetti, a causa della scarsità dei teatri del centro e sud Italia, e alla discriminazione sociale ed economica che ha tenuto migliaia di persone lontane dal mondo della grande opera, la banda ha preso il posto del bel canto, effettuando una completa rivoluzione musicale e creando un suono unico e originale. I violini dell’orchestra furono sostituiti nella banda dai clarinetti; le voci di soprano, contralto, tenore e baritono rispettivamente dal flicorno sopranino, soprano, tenore e baritono. Tale cambiamento si è rivelato audace (dal momento che è impossibile sostituirsi con gli strumenti a fiato ai testi dell’opera, alle voci liriche e alla teatralità) ma efficace al punto da creare una sorta di teatro strumentale itinerante che ha acculturato con la Grande Musica intere generazioni, soprattutto le classi più povere del nostro paese.

 

agosto 14, 2012 Posted by | festival | , , , | Lascia un commento

Sulla scia di Jorge Amado: Reportagens Itália Brasil

La nuova rubrica di Allinfo,  Alafia, dedicata interamente alle storie, agli eventi e alla cultura Brasiliana  pur essendo  stata creata da poco tempo prosegue il suo cammino tra piccole e  grandi sorprese. Oltre a permettere di gemellare  due differenti culture desiderose di conoscersi reciprocamente –  senza dover  rinunciare alla propria identità – dal mese di agosto  nel giorno in cui ricorre in centenario di Jorge Amado,  Alafiadiventa un  ponte di collegamento importante tra l’Italia ed il Brasile.

Una missione importante  che proietta l’attenzione di Allinfo.it   non solo verso il Brasile ma anche verso quei luoghi nei quali la cultura  Brasiliana  ha saputo costruire nuove e forti radici.

Per inaugurare questo spazio legato ai Reportagens Itália Brasil  girati e diretti dal sottoscritto abbiamo pensato di pubblicare l’intervista fatta ad un artista, tra i più importanti della scena musicale brasiliana: Jota Velloso. 

VERSIONE IN ITALIANO.

In venti anni di carriera Jota Velloso ha costruito un solido e personale percorso artistico. Propone uno stile musicale che espande nel mondo le tradizioni musicali del nordest brasiliano, ove il samba de raiz si fonde a ritmi contagianti che hanno ispirato grandi della musica brasiliana come Maria Bethania e Caetano Veloso. Nipote dei due grandi artisti, Jota Velloso è autore di canzoni famose nella voce di Maria Bethania.” [1]

Il “reportagens” girato interamente in Portoghese, nella versione Italiana è stato tradotto e doppiato dalla brasilianista, giornalista, scrittrice, traduttrice e biografa ufficiale della scrittrice Zélia Gattai, la dott.ssa Antonella Rita Roscilli.

VERSIONE IN PORTOGHESE.  (coming soon)

Naturalmente questa approfondita intervista a Jota Velloso non è che solo l’inizio e nel mese di Settembre Allinfo.it in collaborazione con la rivista Sarapegbe.net si sposterà a Montreaux per raccontare il viaggio in terra Svizzera della musica proveniente dallo Stato di Bahia.

 L’appuntamento è per il 29/30 settembre a Montreauxper raccontare attraverso le immagini (anche con dirette streaming dedicate) la musica che porterà il proprio messaggio di cultura in terra Svizzera. Montreauxsarà anche l’occasione per stabilire un nuovo punto di contatto tra la musica italiana e quella brasiliana che, in passato, è rimasto imbrigliato all’interno di filosofie esclusivamente commerciali.

di Giovanni Pirri

[1] Tratto da: “Jota Veloso e Os Cavaleiros de Jorge, la musica brasiliana di qualità nell’estate europea 2012, di Antonella Rita Roscilli. In “Sarapegbe”, Rivista di Cultura e Società del Brasile e altri Mosaici.

(Alafia Do Brasil)

agosto 14, 2012 Posted by | I primi passi | , , , , , , , , | Lascia un commento