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un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

Letturando “Inciampi e marcapiano” di Anna Maria Curci

 

Anna Maria Curci – Inciampi e marcapiano – Edizioni LietoColle 

 

Un libro che ho riletto in questi giorni è la raccolta poetica di Anna Maria Curci  “Inciampi e marcapiano”.

Si tratta di una raccolta di testi che spiccano per originalità, sensibilità e intelligenza.

L’Autrice si presenta acuta osservatrice dell’anima umana, e sebbene si affidi a una struttura del verso essenzialmente classica, pure possiede una sua risaltante modernità.

Senza indulgere a retorica, si evidenzia però una matrice romantica, quella che non limita, anzi apre ad altri percorsi stilistici, con la finezza di una conoscenza letteraria fruibile, però, a tutti i lettori.
In questa raccolta si può apprezzare lo spirito ironico con cui A.M.Curci dà la sua impronta che, anche in pochi versi, rende i testi oltre che eleganti, esaustivi dei concetti da cui scaturiscono.

Anna Maria è anche traduttrice e saggista.
Le sue poesie sono indicative della sua grande creatività poetica, della sua versatilità stilistica e padronanza della metrica.

Laddove la rima diventa necessaria, si rende palese come un raffinato strumento atto a equilibrare la carica emotiva, a renderla lirica, vera:.
 

Narrenfreiheit

…“Ormai soltanto questa m’è rimasta:
la libertà del folle, del giullare.
Col cranio raso o le trecce da rasta
non può, non sa far altro che cantare.”…

 

La poesia che nasce dalla consapevolezza che tutto, in fondo, è stato già detto, ma che attraverso un metalinguaggio che appartiene alla parte più profonda dello spirito, tutto ancora può rivelare altro significato e diventare manifesto.

Da questa sua peculiarità nascono versi come questi:

Tau


Gesto all’incrocio
tra due alfabeti,
segno manuale del
fuori da sé.
Sesto sigillo, apre ed
espande il filatterio,
manifesta il divino
nella mano tesa.

 

Amigdala

Senza aspettar perché

torni a tuffarti

incurante dell’impatto

di incerte cromogeometrie.

 

Sei tu che guidi o segui

impulsi alieni e li trasformi

talvolta in paralisi ghignanti

talaltra in allegre allemande?

  ≈≈≈

Anna Maria Curci è nata a Roma nel 1960. Nella città natale vive e insegna. Coltiva le passioni per la letteratura e la musica come forme di resistenza civile.

 

Ha un blog, “Cronache di Mutter Courage”, ed è tra i “meltin’ po(e)t_s” di “Poetarum Silva”.

Ha il blog “Lettere migranti” nel Social NetWork  Allinfo.it

Suoi testi sono apparsi su riviste, antologie e blog online.

Ha tradotto poesie di Rose Ausländer, Ingeborg Bachmann, Thomas Bernhard, Marica Bodrožić, Dietrich Bonhoeffer, Christine Busta, Paul Celan, Hilde Domin, Marie Luise Kaschnitz, Christine Lavant.

Cristina Bove

 

(Letturando)

 

 

agosto 30, 2012 Posted by | letturando, libri | , , , , | Lascia un commento

DAVID BYRNE + BRIAN ENO, My Life In The Bush Of Ghosts (1981)

DAVID BYRNE + BRIAN ENO, My Life In The Bush Of Ghosts (1981).

agosto 30, 2012 Posted by | I primi passi | , , , | Lascia un commento

Recensione del Balletto/Teatro “Maria Stuarda” – Torre del Lago, 28 Agosto 2012

Maria Stuarda

Liberamente tratta dal dramma di Friedrich Schiller

a cura di Beatrice Paoleschi

coreografia di Beatrice Paoleschi

musiche originali di Stefano Burbi

costumi di Santi Rincari

Danzatori/Attori

Francesco Mariottini – Conte di Leicester

Laura Feresin/Caterina Boschi – Mary Stuart

Elsa Sabbatini/Giulia Lino – Elizabeth I

 

 

Il 28 Agosto è stato presentato dalla Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago (LU), il balletto/teatro “Maria Stuarda”.

Erano anni che non ci capitava di tornare a casa, al termine di due ore di intensa partecipazione ed ammirato silenzio, colmi di felicità e lusingati per aver potuto godere di un tale spettacolo.

Sulla musica, originale e magistrale, di Stefano Burbi si sono cimentati danzatori ed attori che hanno dimostrato non solo talento indiscusso, ma una capacità comunicativa che spesso crediamo sia ad appannaggio solo di qualche personaggio dello star system televisivo. Il connubio della musica con la coreografia innovativa e stupefacente di Beatrice Paoleschi è stato perfetto, con i danzatori e gli attori (semplicemente stupende e superbe Giulia Lino nel ruolo prosaico della Lady e Caterina Boschi in quello della Stuart) hanno saputo rendere le due ore di spettacolo talmente emozionanti da farci avere la sensazione di un tutto unico, armonicamente arricchito dalle note di Stefano Burbi.

A proposito della musica, vorrei spendere qualche parola in più, proprio perché non siamo abituati, in questa nazione, ad ascoltare compositori viventi ed operosi della levatura e raffinatezza che troviamo nell’opera del compositore fiorentino, Primo Premio Festival del Cinema di Toronto 1996 come autore della migliore colonna sonora originale per il film “Annigoni” e Menzione d’onore al Festival del Cinema di Chicago nel 1996.

Molto probabilmente senza quella musica anche il risultato d’insieme non avrebbe avuto quell’effetto sul pubblico, che ha applaudito per almeno dieci minuti consecutivi richiamando in scena gli interpreti più volte e che si è trovato concretamente inserito nella vicenda di due donne in lotta per il potere, entrambe schiave dei propri ruoli e di propri sentimenti. Come del resto lo siamo tutti noi, ed è per questo che le attrici sono state, nei costumi essenziali ed efficaci scelti da Santi Rincari, tra un nero imperante ed un rosso passionale, rispettivamente per Elisabetta, completamente calva come i suoi pensieri danzanti, ed il rosso di Maria Stuarda, donna completa ma insoddisfatta della vita, sempre all’altezza della situazione rappresentata.

Elsa Sabbatini e Laura Feresin hanno danzato nel ruolo di Elisabeth e Maria esprimendo una padronanza ed una tecnica decisamente coinvolgenti, a tratti persino impressionanti per la bravura. Mariottini ha danzato con l’equilibrio e la sobrietà che lo contraddistinguono, dando prova della sua abilità tecnica specialmente sul finale della rappresentazione. E’ da menzionare, per quello che riguarda la musica, il brano dell’Agnus Dei, suggestivo e commovente, all’interno del quale i cantanti, Maria Gaia Pellegrini – Soprano, Patrizia Parnasi – Contralto, Saverio Bambi – Tenore e Romano Martinuzzi Basso hanno dato prova di tutte le loro capacità virtuosistiche ed artistiche.

Insomma, questa volta a Torre del Lago abbiamo assistito a qualche cosa di veramente bello ed utile per la mente ed il cuore, speriamo che la Fondazione del Festival Pucciniano si dedichi di più al balletto e al teatro!

di Alessandro Bertirotti

agosto 30, 2012 Posted by | teatro | , , , , , , | Lascia un commento