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Nelle parole del Presidente José Carlos Capinan l’importanza dell’AMAFRO e del Museo MUNCAB a Salvador Bahia (Brasile)

Andando a Salvador, capitale dello stato brasiliano di Bahia, per poter comprendere Passato-Presente e Futuro della cultura afro-brasiliana, è molto importante andare in Rua do Tesouro, nel centro storico della città, ove si può visitare il MUNCAB, primo Museo Nazionale della Cultura Brasiliana dello stato di Bahia. I lavori per recuperare interamente l’edificio che lo ospita devono essere ancora terminati, nello sforzo di risanamento di questa parte del centro storico, ove la città nacque col suo volto e un’anima popolare che il tempo ha deteriorato. Eppure la parte recuperata già brilla al sole in tutto il suo splendore.

L’esistenza del Museo, pubblico e Federale, è stato fortemente voluto dall’AMAFRO (Società degli Amici della Cultura Afro-Brasiliana), diretta dal poeta e compositore baiano JOSE’ CARLOS CAPINAN, una figura molto importante nella storia della vita culturale baiana e uno dei padri del famoso movimento brasiliano denominato Tropicalismo.

L’apertura del Museo, con l’appoggio e la partecipazione del Ministero della Cultura, del Governo e altre istituzioni, rappresenta un importante riconoscimento nel mondo, nel contesto storico e culturale del Brasile e dello stato di Bahia. Come sottolinea Capinan, presidente del Museo, “il MUNCAB è stato creato dall’AMAFRO per fare il primo passo istituzionale e recuperare dall’oblio la storia e la cultura afro. Ha la missione di preservare, promuovere e diffondere il patrimonio materiale e immateriale del contributo di origine africana alla creazione della diversità culturale di maggior successo del pianeta. Il ruolo del MUNCAB è quello di dialogare con le diverse culture, non solo a Bahia e nel Brasile, non solo in Africa e nella diaspora africana-atlantica, ma  a livello planetario. E’ il luogo dove si possono  incontrare tutti gli esseri umani interessati a conoscere le loro origini e i loro destini”.

Per questi motivi il MUNCAB è il luogo più appropriato e prescelto a ricevere diverse importanti mostre. Quella tuttora in corso è la grande esposizione “Estética de Buzios” di Alberto Pitta, presidente di uno dei più illustri blocchi africani di Bahia: il Cortejo Afro. Si compone di vestiti  di Blocos Afros e Afoxés, stampe, pitture e tessuti disegnati da Alberto Pitta (artista plastico e Presidente del Cortejo Afro).

Presenta dipinti dei quattro leaders afrobrasiliani della Rivolta di Búzios (1798), mettendo in evidenza il “búzio” come simbolo del movimento popolare di ribellione baiana più importante nella storia delle lotte per la rivendicazione di libertà, fratellanza e uguaglianza in Brasile. La loro lotta fu per la creazione di una repubblica democratica e la fine della schiavitù. Si concluse con l’esecuzione di quattro crivoluzionari impiccati a Salvador a Praça da Piedade, quattro afrobrasiliani del popolo: João de Deus, Lucas Dantas, Manuel Faustino, Luiz Gonzaga das Virgens.

Il MUNCAB quindi si è unito per celebrare, attraverso l’etica e l’estetica delle arti visive, le eroine e gli eroi della nazione afro-brasiliana.

Pitta dice: “Ho pensato a João Jorge dos Santos Rodrigues, presidente di Olodum, un uomo instancabile che ha portato alla luce la storia degli eroi della “Rivolta dei Buzios” per rafforzare il nostro desiderio di cambiamento. Abbiamo poi usato la conoscenza storica del prof. Luis Henrique Dias Tavares, che si è gentilmente messo a disposizione con la cura e l’attenzione che gli sono propri. Leggere nelle stoffe bellissime cosa si intende per libertà, immaginare la nostra strada attraverso questa mostra, strada che i “búzios” potrebbero rivelare”
.

Aver presentato la mostra nel MUNCAB di Salvador è un dato essenziale perché è un luogo dedicato alla conoscenza e alla diffusione della cultura afro-brasiliana, un centro vivo della memoria e della storia dei popoli che sono le radici della formazione del popolo brasiliano. Dal dicembre 2002, Bahia ha accettato di ospitare il suo primo Museo Nazionale della cultura afro-brasiliana, con la missione di preservare, promuovere e diffondere il patrimonio materiale e immateriale del contributo di discendenza africana alla creazione di diversità culturale. 
Il ruolo del MUNCAB attraverso la AMAFRO è importante perché la memoria deve servire per il presente e futuro di tutti gli esseri umani.

In questo senso, l’importanza del consolidamento del Museo Nazionale della cultura afro-brasiliana rappresenta un enorme passo in avanti nella lotta per il giusto riconoscimento del ricco patrimonio culturale afro-brasiliana.

Ma il MUNCAB non è solo un museo nel senso tradizionale, un deposito di memoria, come quelli già esistenti. Contiene un altro grande valore. Il Presidente JOSE’ CARLOS CAPINAN definisce il MUNCAB come un luogo vivo e dinamico. “L’obiettivo è quello di farne un centro di cultura afro-brasiliana per tutti. Passato-presente-futuro sono presenti nella cultura africana in tutti i campi dell’arte, della letteratura, la religione, i contributi africani alla lingua brasiliana e personalità di origine africana sono esempi di reale incentivo al progresso delle giovani generazioni”.

In questo senso il Museo unisce storia, memoria, cultura contemporanea afro-brasiliana e non solo, perché nel 2009-2010 ha portato dal Benin, attraverso l’Atlantico, una belissima mostra: “Benin Bahia-là ancora vivo: Ascendenza e contemporaneità“. Nel 1923 il magnifico edificio del Tesoro cominciò a segnare la vita di Salvador fino a diventare un rudere abbandonato nel centro storico della città. Oggi, quello  che un tempo era la sede della tesoreria dello Stato e del Dipartimento della Salute, si erge maestoso come Museo della cultura afro-brasiliana, in parte ancora in fase di restauro. Si spera che presto continueranno le opere di restauro che servono anche allo sforzo di risanamento di questa parte del centro storico di Salvador, ove la città nacque col suo volto e la sua anima popolare che il tempo ha deteriorato.

L’edificio che ha aperto le porte al Museo della Cultura Afro-Brasiliana (MUNCAB) è fondamentale per salvare il patrimonio socio-culturale della cultura afro-brasiliana e la sua diffusione culturale. 


di Giovanni Pirri

Texto em portugûes

 

(Alafia Do Brasil)

settembre 20, 2012 Posted by | I primi passi | , , , , , , , , | Lascia un commento

Letturando “Dentro l’abisso luccica la storia” di Antonella Pizzo

 

 Antonella Pizzo – Dentro l’abisso luccica la storia – Edizioni L’Arcolaio

 

Fb ti aiuta a connetterti

quando tornerete non mi farò trovare

girerete a vuoto per le stanze

non ci sarò nei versi

mi sarò persa nelle frasi fatte

frullata dentro un bit maligno

un ologramma, un linguaggio morto

 

Sono soltanto alcuni dei versi che continuano a risuonarmi dentro con la loro forza e la loro attualità e in qualche modo illuminanti sul senso della poesia di Antonella Pizzo.

In effetti tutti i suoi testi sono di quel genere che non può leggersi senza subire un profondo coinvolgimento, un addensarsi di emozioni, dal sorriso amaro al pianto.

Poesia moderna, nei contenuti e nella forma, ma direi antica nel suo viaggiare attraverso le irrisolte domande dell’umanità, il perché la gioia dell’esistere possa all’improvviso diventare lo sgomento della morte. La perdita accomuna gli esseri umani, li lascia attoniti nel ricordo di chi ci camminava a fianco, del suo profumo e calore, per restituirci la macabra visione di quel che resta.

La presenza di questo aspetto devastante che mai più riporterà quel sorriso, è quasi schianto

“…la cosa più viva che c’era quel giorno era un garofano

mezzo agonizzante che galleggiava sull’acqua…

… ma tu ora sei tranquilla

di tutto ciò che accade intorno non ti curi”

 

L’ironia accompagna con eleganza lessicale perfino dove il dolore mostra l’acuminata ferita, insanabile, eppure capace di trasformare gli interrogativi dell’anima in una residua speranza di futuro chiarimento.

“L’eterno conta le vittorie con numero appositamente creato

un limite che ha stabilito prima di un prima mai esistito

 

Nei versi di Antonella, la vita è sempre, nello scorrere delle ore e del pensiero, e quell’Oltre è già il presente.

Infatti la presenza amata è nel ricordo di in un vestito che l’avvolse e che, nell’evanescenza che la evoca, è immagine:

“sei diventata trasparente a tutto

però le tue foto sono belle

la mia preferita è quella dove si vedono due ali d’uccello

poggiate sopra una lastra di marmo”

 

Tuttavia c’è ancora posto per la gioia, per recare una lampada accesa “che nessun vento spegnerà e nessuna pioggia” nel percorso che condurrà sì al traguardo, ma che già nel dipanarsi della strada offre bellezza struggente:

“qualcosa troveremo

sotto un sasso nella foglia nelle rive nei mari

nelle colline vieni nel cielo

ci saranno i segni che non si può sbagliare

gli astri ci circonderanno e fiumi di gioia scorreranno

mai uomo vide mai uomo immaginò cosa e dove

come si può essere lì dove la gioia è”

 

Così intensa la forza che permea la poesia di Antonella che ho preferito lasciare a lei la parola. I suoi versi sovrastano ogni mio ulteriore dire, cosicché vi consiglio di leggerlo, questo libro che è tutto, dolore di una madre, assenza-presenza di una figlia, vita e morte mescolate insieme, con la sapienza della mente, ma come solo il cuore può fare.

[dentro l’abisso luccica la storia]

meraviglia la sera che è scura e la mano che si alza

a tastare il muro

meraviglia che oggi sento ancora le campane

e la voglia di ridere

scoprire che, forse,

non tutto è perduto.

 

≈≈≈

Antonella Pizzo è nata a Palazzolo Acreide nel 1954 e vive a Ragusa.

Fondatrice di Viadellebelledonne. Sito personale: Letture e scritture (e noticine di una finta critica)

Biografia Completa —> QUI 

 

 

Cristina Bove

(Letturando)

settembre 20, 2012 Posted by | letturando | , , , | 1 commento