bumbi Media Press

un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

“L’abito fa il monaco” del Prof. Alessandro Bertirotti (Affaritaliani.it 13 settembre 2012)

L’abito fa il monaco

di Alessandro Bertirotti*

dalla Rubrica “E l’antropologo della mente?   Affaritaliani.it 

 

È certamente un’importante novità la notizia che l’università di Oxford cambi un articolo del proprio dress code, ossia del codice relativo agli indumenti che gli studenti e i professori devono indossare all’interno della struttura.

Si apprende in effetti da questo articolo http://www.controcampus.it/2012/09/oxford-apre-il-dress-code-agli-studenti-trans/ che saranno permessi capi di abbigliamento consoni all’organizzazione mentale di coloro che li indossano.

Eh, sì… non si tratta di una semplice questione di costume dei tempi, oppure dell’espressione di un termometro sociale che si adegua alle esigenze di tutte le differenze, ma è un vero e proprio sintomo di qualche cosa di molto importante, specialmente dal punto di vista antropologico.

Permettere ai transessuali di vestirsi sulla base del loro sentire interno significa affermare il principio secondo il quale è possibile preservare quella sana coerenza che viene a stabilirsi in ogni essere umano tra interno ed esterno, specialmente quando si tratti di una coerenza esistenziale indispensabile all’evoluzione stessa della specie.

Lungi da me esprimere qualsiasi forma di giudizio morale nei confronti dell’orientamento sessuale transessuale, perché sarebbe in questa sede (e molto spesso in quasi tutte le altre sedi…) oltremodo inutile e pretenzioso. Tuttavia risulta importante, secondo la mia opinione, l’affermazione di questo principio di coerenza tra la parte invisibile della propria identità e quella visibile, ossia il comportamento e con esso l’abbigliamento.

Con questo cambiamento di visione, la grande ed antica università inglese, patria di quel puritanesimo che ha conquistato fette di mercato importante in Europa e nel mondo, si afferma il principio che l’adesione alle regole di una società, in questo caso quella del campus, significa anche rispettare l’interiorità dei suoi membri.

Ecco che l’abito diventa il monaco, senza per questo ribaltare le regole comportamentali di decoro che l’ateneo richiede, perché si tratta di rispettare un codice di abbigliamento che nella massificazione della divisa rispetti l’individualità di ogni membro attivo del campus.

Non mi dilungo su ulteriori considerazioni circa la condizione in cui versiamo noi, qui in Italia, rispetto a questo atteggiamento culturale, perché nel nostro caso si dovrebbero spendere fiumi di parole, per comprendere, giustificare e ragionare sugli equivoci che esistono intorno al “femminile” ed il “maschile”.

Lascio a voi le considerazioni ulteriori…

 

(http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/l-abito-fa-il-monaco.html?refresh_ce)

 

 

*Alessandro Bertirotti è docente di Psicologia Generale presso l’Università degli Studi di Genova, di Psicologia del Rischio presso l’Università degli Studi di Palermo, nonché Visiting Professor di Antropologia della mente presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

È socio fondatore e vice presidente dell’Associazione Nazionale per l’Integrazione Lavorativa e l’emancipazione dei Diversamente Abili e membro attivo di numerose associazioni che si occupano di antropologia.

Dal 2010 partecipa a format radiofonici per la Rai Radio Uno e scrive su diverse riviste scientifiche e culturali cartacee ed on-line.

Ha pubblicato diversi libri tra i quali “La mente ama. Per capire i nostri affetti e la nostra storia”.

 

http://www.bertirotti.com/

settembre 25, 2012 - Posted by | alessandro bertirotti | , , , ,

6 commenti »

  1. E se la puritana Inghilterra ha potuto liberarsi del gravame vittoriano, forse anche per noi c’è qualche speranza.

    Commento di cristina bove | settembre 26, 2012

  2. Infatti, carissima Cristina, io sono decisamente ottimista… Cari saluti e a presto leggerTi, ringraziadoTi, Alessandro 🙂

    Commento di Alessandro Bertirotti | settembre 27, 2012

  3. Lo stesso discorso andrebbe fatto per i preti, monaci, frati e suore. “L’abito non fa il monaco ma per certo il monaco porta l’abito!” E’ la volontà di dare piccoli esempi che cambia il mondo…

    Commento di Giuseppe Pieristè | settembre 27, 2012

  4. E se l’abito non fa il monaco, almeno eviti che a confessarti sia il sagrestano…

    Commento di Laura | settembre 27, 2012

  5. Carissimo Giuseppe, è vero… Infatti, il mio discorso si riferisce alla coerenza cognitiva, dunque emozionale, tra l’interno e l’esterno di se stessi. Ecco perché è difficile mettere in atto le nostre intenzioni. E se Dio, per coloro che ci credono, dovesse giudicarci dalle nostre azioni concrete, pochi, molto probabilmente andrebbero in Paradiso, e molti altrove. Per fortuna, sempre per coloro che ci credono, egli ci giudica sulla base delle nostre intenzioni, ossia su quello che ci proponiamo di fare e di essere, anche quando non riusciamo ad essere esempio di nessuno… A volte, pensa, non siamo esempio nemmeno per noi stessi, figurati! Un caro saluto, Alessandro 🙂

    Commento di Alessandro Bertirotti | settembre 27, 2012

  6. Cara Laura, ti ho già risposto su fb, se non erro… Un caro saluto, Alessandro 😉

    Commento di Alessandro Bertirotti | settembre 27, 2012


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: