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Imparare la sismologia ascoltando la musica? – scopri la risposta il 19 e 20 ottobre a Roma

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia propone al pubblico, in occasione della “Settimana del pianeta Terra”, due appuntamenti collegati con la sismicità, in Italia notoriamente concentrata lungo tutta la catena appenninica.

Il primo appuntamento, il 19 ottobre alle 21.30, è un percorso alla scoperta dei grandi terremoti del passato attraverso la musica popolare delle popolazioni coinvolte in quei drammatici eventi.

Il secondo, il 20 ottobre alle 21.30, intende invece dimostrare come sia possibile imparare la sismologia ascoltando la musica, mostrando le differenze e le similitudini fra onde sonore e onde sismiche.

I due eventi si svolgeranno, ad ingresso libero, presso il Centro Culturale Elsa Morante in piazza Elsa Morante.

Come si è detto la sismicità italiana si concentra lungo la catena appenninica, la spina dorsale della nostra penisola. I terremoti storici che vi hanno avuto luogo si intrecciano con le storie delle popolazioni che vivono in questi territori. Sarà, quindi, l’incontro della prima serata un viaggio ideale da nord a sud che coniugherà informazioni scientifiche e storiche con le espressioni musicali delle popolazioni coinvolte.

 

La riscoperta della nostra ”memoria storica” è fondamentale per capire quanto sia forte il legame tra terremoto e territorio e quanto sia importante una corretta informazione sui rischi per chi vive attualmente in quei territori, incoraggiando azioni utili alla prevenzione del rischio.

Per ogni zona sismica il geologo Pierfrancesco Burrato presenterà le caratteristiche del terremoto storico, con mappe e con aneddoti e curiosità di carattere storico e culturale.

A seguire i canti e le musiche del territorio e un finale con brani a sorpresa e coinvolgimento del pubblico presente in sala.
I brani musicali saranno eseguiti da Nora Tigges – voce, tamburello; Massimilano Felice – organetto, chitarra battente; Silvano Boschin– chitarra, mandolino, lira, tamburello e Radici del Suono – media.

La serata sarà introdotta, alle 18.30, dalla proiezione del filmato “Mediterraneo attivo” di Marco Anzidei.

Imparare la sismologia ascoltando la musica? È la scommessa del secondo appuntamento con i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia impegnati nella diffusione della cultura scientifica nel campo della sismologia.

Nella nostra vita quotidiana le “onde” sono presenti in moltissime forme, ma non sempre siamo in grado di dire cosa hanno in comune o, viceversa, cosa le distingue. Le onde sonore portano la musica, le onde sismiche trasportano l’energia del terremoto.

Nel corso della serata saranno scoperti i segreti delle onde svolgendo, insieme al pubblico presente, molti esperimenti che faranno comprendere più di tante parole le loro qualità. Gli strumenti musicali dell’orchestra che accompagna verranno utilizzati come generatori di onde acustiche così come la voce del pubblico che vorrà partecipare.

Il modellino della “Casa di Paolo” aiuterà a spiegare cosa è la risonanza, detta anche simpatia, e perché alcune case resistono meglio di altre al terremoto.

Al termine degli esperimenti, giovani musicisti dell’orchestra giovanile Oltre le Corde faranno ascoltare il lato artistico delle onde per sottolineare che arte e scienza non sono lontane come sembra.

Durante il concerto, che concluderà la serata, verranno eseguiti, tra gli altri, brani tratti da famose colonne sonore.

La Settimana del pianeta Terra è una iniziativa promossa da Geoitalia – Federazione Italiana Scienze della Terra.

Nella settimana compresa tra il 14 e il 21 ottobre 2012 sono previste una serie di attività, denominate GeoEventi, orientate dalla volontà di diffondere ed incentivare la conoscenza delle scienze naturali nel grande pubblico, con un’attenzione particolare ai giovani studenti.

 

 

Info: http://www.ingv.it/ ; http://www.settimanaterra.org/ 

infoscuole@ingv.it

ottobre 2, 2012 Posted by | eventi | , , , | Lascia un commento

“L’Aquila prima e dopo” al Museo di Roma in Trastevere

Gianni Berengo Gardin, il grande ligure del fotoreportage italiano, ama e conosce bene L’Aquila: l’ha girata a lungo dal 1995, con il consueto occhio iper-concentrato e selettivo e con la fotocamera rigorosamente a pellicola. Ci è tornato dopo il terremoto, ha ripreso gli stessi luoghi e ne è nato un libro importante, “L’Aquila prima e dopo”, pubblicato da Contrasto e One Group.

Le foto aquilane di Berengo Gardin, con il confronto tra il prima e il dopo l’apocalisse, saranno esposte fino all’11 novembre 2012, al Museo di Roma in Trastevere,  in un allestimento che ha lo stesso titolo del volume, in contemporanea con la mostra delle foto di Mario Giacomelli.

Chi vuole capire cosa è successo a L’Aquila – dall’armoniosa e vivace discordia concors di una città italiana di provincia, bella e antica, al deserto e all’horror vacui che si prova traversandolo – non si lasci sfuggire questa mostra. E lo stesso valga per chi, nell’era della manipolazione digitale dell’immagine, voglia riscoprire la funzione di testimonianza e analisi della realtà cui la fotografia “pura” (per così dire) ha assolto per un secolo, attuandola negli scatti di Cartier-Bresson, di Doisneau, di Capa, di molti altri e appunto di Berengo Gardin.

Chi meglio di Berengo Gardin, dunque, poteva documentare il vuoto della città fantasma dopo il 6 aprile 2009? Non grida, gemiti e disperazione sui volti o macerie che disegnano drammatiche linee di fuga: questa è L’Aquila di molti reporter ma non del nostro. Berengo esercita lo sguardo frontale, legge orizzontalmente e bidimensionalmente il testo visivo dello sfacelo, ne osserva la disposizione delle parti e le loro correlazioni. E così, solo così, il vuoto è veramente sotto gli occhi, più duro perché posto a confronto con la pienezza di vita del “prima”.

E’ lo stesso Berengo Gardin a parlare di quel vuoto scandito da impalcature: “La cosa più impressionante”, racconta, “è il silenzio che c’è per le strade. Non passa nessuno. Non c’è nessuno. Non ci sono i bambini che giocano, le donne che fanno la spesa, la gente che va in ufficio. C’erano solo quattro cani abbandonati che giravano. E io, che sono abbastanza vecchio, ricordo a Roma com’era San Lorenzo dopo il bombardamento degli americani. Avevo 14 anni ed era la stessa cosa. I cani randagi che giravano abbandonati per la città, le case puntellate e questo silenzio di morte”.

L’Aquila prima e dopoè promossa dal Campidoglio (Assessorato Politiche culturali e Centro storico, Sovraintendenza ai Beni culturali). La mostra ha il patrocinio degli assessorati alla Cultura del Comune e della Provincia de L’Aquila.

 

Info http://www.museodiromaintrastevere.it/

Museo di Roma in Trastevere civico 1B di piazza Sant’Egidio

 

 

ottobre 2, 2012 Posted by | cultura roma | , , , | Lascia un commento

“Effetto Roma. I Municipi della Capitale”

Effetto Roma. I Municipi della Capitale” è il titolo della mostra della fotografa Vincenza Salvatore, ospitata nella Sala espositiva del Centro Culturale “Elsa Morante dal 2 al 7 ottobre.

L’evento, patrocinato da Roma Capitale e dall’Associazione di promozione sociale Operadecima, presenta 45 fotografie che ritraggono angoli significativi dei Municipi della Capitale, accompagnate dall’esposizione di alcune poesie scritte da poeti “esclusivamente” romani.

La mostra sarà aperta fino a domenica prossima dalle 10 alle 19; sabato 6 ottobre, alle 18, si svolgerà un reading poetico, introdotto e moderato della poetessa Lidia Riviello alla presenza degli autori delle composizioni esposte.

Scopo dell’evento espositivo è dare un‘immagine d’insieme della globalità della metropoli romana attraverso i suoi Municipi, ognuno diverso dall’altro per struttura urbanistica e sociale, compresi gli elementi di multiculturalità.

La fotografia per Vincenza Salvatore è arte di comunicazione e di memoria e con questa mostra l’autrice intende mostrare il suo amore per la città in cui è nata e vive; già altre volte aveva organizzato mostre dedicate ad angoli della Capitale, ma questa è la prima volta che l’occhio del suo obbiettivo coglie la città nel suo complesso, con tutti i Municipi che la compongono.

 

Le immagini fotografiche dei municipi di Roma esposte nella mostra sono accompagnate da poesie di:

Luca Archibugi, Daniela Attanasio, Silvana Baroni, Alessandra Bava, Tomaso Binga, Giuseppe Biuso, Giuseppe Boj, Carlo Bordini, Maria Grazia Calandrone, Olga Campofreda, Alida Castagna, Luigi Celi, Emanuela Celi, Marco Cinque, Fabio Ciriachi, Tiziana Colusso, Chiara D’Apote, Elisa D’Avoglio, Francesco De Girolamo, Stefano Docimo, Francesca Farina, Michele Fianco, Marco Giovenale, Mario Lunetta, Giulio Marzaioli, Edoardo Olmi, Vincenzo Ostuni, Mario Palmieri, Giulia Perroni, Cetta Pedrollo, Roberto Piperno, Gilda Policastro, Rossella Pompeo, Ionida Prifti, Coni Ray, Daniela Rampa, Lidia Riviello, Franca Rovigatti, Eugenia Serafini, Luigia Sorrentino, Carla Vasio e Simona Verrusio.

 

Il Centro CulturaleElsa Morante” si trova in piazzale Elsa Morante (metro B – Laurentina + bus 776).

ottobre 2, 2012 Posted by | cultura roma | , , , | Lascia un commento