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“Toccata & Fuga” magie di Natale a Roma – Primo Appuntamento sabato 8 dicembre

Per il periodo natalizio torna “Toccata & Fuga” la kermesse che propone spettacoli di musica, danza, teatro, lungo gli itinerari turistici della città.

Il primo appuntamento è fissato sabato 8 dicembre con un viaggio all’interno del melodramma, della musica italiana e internazionale. Seguiranno altri 3 spettacoli, il 26 dicembre, il 5 gennaio con lo speciale “Viva Verdi” e ancora il 6 gennaio.

Quattro voci, Giordano Lucà, Olga Adamovich, Cesidio Iacobone e Irene Bottaro, accompagnate al pianoforte da Sergio La Stella proporranno un repertorio che spazia dalla lirica alla canzone popolare. In programma celebri arie d’opera, da Che gelida manina de La boheme di Puccini, alla Cavatina di Figaro da Il barbiere di Siviglia di Rossini. Spazio anche al musical con l’accompagnamento delle coreografie firmate da Manuel Paruccini.
 

Toccata & Fuga, magie di Natale è promossa da Roma Capitale, Dipartimento Turismo, e organizzata in collaborazione con Zètema progetto cultura e con il Teatro dell’Opera di Roma.

 

Info http://www.toccataefuga.com/

dicembre 6, 2012 Posted by | cultura roma | , , | Lascia un commento

“Botteghiamo” Natale – L’arte segreta degli artigiani romani – Roma, 15 dicembre

Restauratori , orafi, doratori, mosaicisti , sarti , falegnami, intarsiatori,  ricamatrici, tappezzieri,  liutai,  impagliatori , ceramisti, calzolai, fabbri, rilegatori e tipografi, tutti artigiani  e storiche botteghe che stanno scomparendo.

Il Progetto “Botteghiamo” è dedicato a loro, a sostegno della loro continuità che, di generazione in generazione, tramandandosi arti e mestieri, tengono in piedi antiche botteghe che costituiscono l’anima più autentica della Capitale.

 

Il 15 dicembre sarà possibile vedere all’opera molti degli artigiani che animano ancora i rioni Ponte, Parione e Regola, grazie a “Botteghiamo”, un’iniziativa promossa da CNA di Roma che si propone di far conoscere a romani e turisti le antiche professioni, svelando i segreti dei maestri bottegai della Capitale attraverso itinerari dedicati.

 

Il periodo natalizio  può essere l’occasione giusta per andare a curiosare nelle vie del Centro Storico alla scoperta di negozi originali e prodotti unici, alcuni conosciuti a livello internazionale.

 

Info  http://www.botteghiamo.it/roma/

 

 

dicembre 6, 2012 Posted by | cultura roma | | Lascia un commento

“La magia è…nel bosco” – Corto del Centro Diurno del DSM ASL ROMA H4 – Regia di Paolo Lipartiti

Patos, un asino che ha sembianze umane, parla, cammina, e ha imparato a vivere a scapito degli altri, rubando cibo agli animali del bosco, spacciandosi per un lupo. Vive come un parassita in una capanna all’interno di un bosco, finché un giorno incontra Ella, un’insegnante di canto che ascoltando il richiamo proveniente dagli animaletti nel bosco e accompagnata dal suo amico Rino, si ritrova proprio di fronte alla capanna di Patos.
Patos, in un primo momento è resistente al cambiamento che gli viene sollecitato dalla ragazza, ma il suo Santo Protettore, San Gennaro, coglie il momento propizio e lo incita al cambiamento. 

 

Il Santo è una sorta di “voce della coscienza” che lo segue e lo stimola al mutamento. Dopo alcune vicissitudini, tra cui una lotta sfiancante col lupo, adirato perché l’asino si spaccia per lui, Patos entra nella trasformazione e diventa un essere umano. E’ quello il momento in cui l’uomo Patos si ripromette di avere un comportamento più dignitoso e rispettoso delle esigenze altrui. La generosità dell’insegnante e la protezione del Santo, che riconosce le risorse dell’asino, permettono a Patos di attuare una trasformazione, un cambiamento.

Patos è uno dei protagonisti del Cortometraggio “La magia è… nel bosco” realizzato dal  Gruppo Cinema e Teatro del Centro Diurno del DSM ASL ROMA H4 di Pomezia diretto dal giovane e talentuoso regista Paolo Lipartiti. Verrà presentato ufficialmente martedì 18 dicembre, presso il cinema della parrocchia San Benedetto” in Via Orazio, 4, Pomezia, alle ore 16.30.

La Magia è… nel bosco” è il risultato di un progetto avviato, da diversi anni, dal   Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale della ASL ROMA H4 di Pomezia ed è un progetto terapeutico-riabilitativo per i propri utenti incentrato su due elementi essenziali finalizzati ad un più efficace trattamento: la possibilità di integrazione del Paziente psichiatrico all’interno del proprio territorio e del contesto sociale di appartenenza e la lotta allo stigma, inteso come segno discriminante per quanti sono affetti da malattia mentale.

A partire da quest’anno, il Laboratorio di Cinema e Teatro ha avviato una collaborazione con la Cooperativa Panta Rei di Roma, unendo il lavoro condotto da una Psicoterapeuta esperta in Art Therapy a quello del giovane Regista Paolo Lipartiti dando vita ad un gruppo di utenti, in cura presso il Centro Diurno, aperto alla  scrittura corale di una storia, poi trasformata in una sceneggiatura ed infine in un cortometraggio.

La Magia è… nel bosco” diventa così  il titolo dell’opera che ha dato spazio al percorso creativo di un gruppo di utenti che ha iniziato ad esprimere la propria sensibilità e la propria sofferenza attraverso il linguaggio del cinema riuscendo a “trasformare”, durante questo breve film, il disagio in espressione artistica. Ciò che traspare da questo film e dalla intera esperienza è la voglia di vivere, di giocare con le proprie difficoltà, di esprimere le proprie emozioni, di aprirsi al mondo esterno e di rompere gli stereotipi dello stigma.

Il cortometraggio verrà presentato in via esclusiva alla stampa durante la Conferenza che si terrà il giorno 14 dicembre alle ore 16.30 presso il Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale di Pomezia (Via Santo Domingo, 3 – Tel. 06 93274664).

Il Laboratorio “Dalla scrittura alla rappresentazione video-teatrale”
Il laboratorio, iniziato a Marzo 2012 e suddiviso in due momenti (realizzazione di una storia e sceneggiatura-riprese video), ha utilizzato modalità arte-terapeutiche: la scrittura, il disegno, il collage, la rappresentazione video-teatrale. Tali modalità hanno permesso di  lavorare sulle dinamiche socio-affettive dei pazienti e di facilitare l’integrazione e la comunicazione all’interno del gruppo. Hanno permesso inoltre agli utenti di sperimentare un ruolo diverso da quello che si sono strutturati nell’abituale contesto sociale e istituzionale, dando la possibilità di ricercare modalità alternative di azione e pensiero. Si è proposta dunque, all’interno di questo laboratorio, una vera e propria forma di educazione alla narrazione creativa, strumento che ha permesso di raccontare se stessi usando un linguaggio artistico-espressivo, ovvero realizzando creazioni che parlino di sé, ma che allo stesso tempo siano altro da sé.
Il laboratorio ha avuto, sin dall’inizio l’obiettivo di lavorare contro un processo di progressivo impoverimento cognitivo e perdita di competenze sociali e lavorative di molti utenti con problemi psichiatrici, processo che tiene in vita e rafforza la cronicizzazione in un circolo vizioso.

Il laboratorio di narrazione video-teatrale, tenta invece di:

– stimolare il paziente all’attività fisica;
– sostenerlo nell’esercizio di abilità cognitive, nel recupero di abilità emotive, relazionali, sociali, creative;
– introdurre novità;
– fornire un luogo sicuro di espressione e contenimento dei propri vissuti emotivi.

 

La narrazione creativa, sia in forma verbale (scrittura creativa) che in forma fisica, gestuale (disegni, collage, rappresentazione di un testo scritto in forma teatrale) e video, permette, all’interno delle arti-terapie, di dare libera espressione alle proprie potenzialità creative, potendo trasformare la propria esperienza personale (di sofferenza) in qualcosa di condivisibile proprio perché trasformato.

Il progetto ha visto impegnati i seguenti operatori:
Dott. Paolo Lipartiti – Educatore, Regista, Arte-Terapeuta, nella fase di sceneggiatura e riprese video teatrali.
Dott.ssa Daniela Lucignolo – Psicologa, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia della Salute, nella fase della “narrazione”.
Ente promotore del progetto: Cooperativa Panta Rei – Presidente Dott.ssa Silvia Adiutori – Psicologa, Psicoterapeuta, Arte-Terapeuta.

Per maggiori Info e dettagli:
AZIENDA USL ROMA H         
DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE  H 4
Direttore f.f. Dott. Eduardo Ferri
Via Santo Domingo,3 – 00040 Pomezia
Tel. 06 93274664  fax. 06 93274674

dicembre 6, 2012 Posted by | cinema | , , , | Lascia un commento

Alessandro Bertirotti: “Disoccupati? Per ora…”

ALESSANDRO BERTIROTTI“Disoccupati? Per ora…”

di Alessandro Bertirotti*

dalla Rubrica “E l’antropologo della mente?  Affaritaliani.it 

 

Leggiamo sulle testate nazionali di questa settimana che il numero dei disoccupati a Settembre è cresciuto di quasi 2,8 milioni, superando così il livello raggiunto nel quarto trimestre del 1992.  In circa un mese di vita italiana si sono persi 62.000 posti di lavoro, con particolare riferimento alla componente maschile dei lavoratori. Se poi consideriamo i dati di coloro che, al di sotto dei 25 anni, cercano lavoro, troviamo il 10% dei  nostri giovani.

Siamo in presenza di un tasso di disoccupazione annuo del 2%, e nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni i giovani che cercano lavoro sono circa 608.000, ossia circa il 10,1% dell’intera popolazione che appartiene a tale fascia.

Questa è la situazione, oggettiva. E con questa situazione tutti dobbiamo fare i conti mentali. Dobbiamo cioè elaborare una strategia mentale che ci permetta di credere nel futuro, nonostante la realtà quotidiana che si sperimenta, ci faccia pensare quasi esclusivamente ad una assenza di futuro.

Quando l’essere umano si trova in queste condizioni esistenziali, risponde a tale situazione secondo atteggiamenti mentali storicamente determinati (anche facendo appello alla tradizione famigliare alla quale si appartiene), oppure cercando di individuare, con una forte dose di creatività (legata alla presenza di una identità decisamente sicura e forte), qualche nuovo “stile di pensiero”.

La dimensione originale, secondo noi, rispetto al passato, di questa situazione è l’assenza di indicazioni risolutive proposte dal mondo adulto, sia esso politico (questo, poi, meno che mai è in grado di aiutarci mentalmente…) che della vita comune.

Oggi i giovani sono e si sentono come abbandonati a loro stessi, anche grazie ad atteggiamenti iperprotettivi, i quali rivelano in effetti un forte grado di insicurezza educativa da parte di genitori ai quali rimane solo la protezione, quale sostituto dell’educazione all’autonomia. Non possiamo fare loro, però, una colpa, perché le origini di tale atteggiamento culturale italiano sono molto lontane.

Come possiamo, in qualche modo e misura, aiutare i nostri giovani a vedere un futuro, seppure difficile ma comunque possibile, anche dal punto di vista lavorativo?

Secondo un’ottica antropologico-mentale, possiamo rispondere aiutandoci a ridefinire il mondo che ci circonda utilizzando termini, sostantivi e parole positivi, fiduciosi e pro-attivi, ossia diretti alla realizzazione di azioni future. Può sembrare una ovvietà, ma in realtà il nostro cervello, quando funziona sotto forma di mente, utilizza sempre dei codici per pensare alla realtà, sia essa passata, presente e futura. Imparare a definire la realtà utilizzando termini che creano invece di distruggere, anche evidenziando la fatica che si compie nel fare tutto questo, significa abituare a poco a poco la mente a valorizzare quello che di buono ancora esiste nell’uomo, trascurando quello che invece mortifica la nostra stessa natura.

In secondo luogo, possiamo ricordare a noi stessi la storia dell’umanità, di coloro che ci hanno preceduto e che hanno, in misura incalcolabile, attraversato periodi così difficili da non poter minimamente sperare, all’epoca, di venirne fuori. Abbiamo davvero pensato a come potevano sentirsi tutti quegli individui confinati nei campi di sterminio nazisti e nei Gulag? Sono, peraltro, situazioni ancora esistenti, con nomi e forme apparentemente diversi, in molte parti del mondo.

Voglio dire che, aiutandoci con le parole, grazie alle quali possiamo immaginare un futuro, e ricordando che la vita vince sempre sulla morte, rimembrando il passato, possiamo aiutare noi stessi e i  nostri figli a vivere questa disoccupazione con forza, tenacia e speranza. E vi scrive una persona che è uno “stabile precario” universitario, ossia un individuo che ha trovato nelle altre persone e nella fatica-sofferenza dell’esistere, il motivo per cui vale sempre la pena di non arrendersi.

Sono sicuro che questo periodo terminerà, come termineranno le impudicizie di qualche nostro politico, se impareremo, anche con le parole, a discernere attentamente la luce dal buio. E si tratta di una capacità che abbiamo fisiologicamente in noi, indipendentemente da quello che ci circonda.

La prima luce che illumina la realtà sono i nostri occhi.

 

(http://affaritaliani.libero.it/rubriche/antropologo_mente/disoccupati-per-ora.html?refresh_ce)

 

 

*Alessandro Bertirotti è nato nel 1964. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica di Pescara e laureato in Pedagogia presso l’Università degli Studi di Firenze. È docente di Psicologia Generale presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova e Visiting Professor di Antropologia della mente presso la Scuola di specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Il suo sito è http://www.bertirotti.com/

dicembre 6, 2012 Posted by | alessandro bertirotti | , , , | Lascia un commento

La Foto del Giorno di…Stefano Cracco

Stefano Cracco

 

Stefano Cracco

dicembre 6, 2012 Posted by | La Foto del Giorno di... | , | Lascia un commento