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GAETA: Grande successo per la V Edizione del Gran Galà de “Gliè Sciusce”‏

ra, il Sindaco dr. Cosmo Mitrano, Antonella Magliozzi, Mauro Di Nitto, la Sig.ra Magliocca, Gianluca Andreetta, Cosmo Ciano, l'Ass. Antonio Di BiagioLa kermesse di eventi natalizi organizzati dalle Associazioni “Le Tradizioni”, “Gaeta Dinamica” e “I Graffialisti” – tutti patrocinati dal Comune di Gaeta – si è conclusa lo scorso sabato 5 gennaio 2013, con il tradizionale concerto de Gliè Sciusce, giunto quest’anno alla quinta edizione, dopo il concerto gospel del coro Big Soul Mama presso il Santuario della SS.Annunziata, l’innovativa manifestazione enogastronomica, artistica e culturale “Castelli in Festa – Festa del eppo”, le mostre d’arte contemporanea “L’Albero d’Artista” e “Immagina”, la prima tenutasi lo scorso 16 dicembre lungo via della Indipendenza – cuore del centro storico di Porto Salvo – e, la seconda, aperta fino al 13 gennaio, presso la Çirò Gallery Atelier, nonchè “Abbracci Gratis” versione riadattata dell’australiana Free Hugs.

Come per gli altri eventi, iniziati a metà dicembre, si è registrato un elevatissimo indice di gradimento da parte dei numerosi visitatori che hanno seguito con grande partecipazione il Gran Galà de Gliè Sciusce, acclamando i gruppi folkloristici.

 

Quest’anno lo spettacolo è stato ancor più ricco di emozioni e messaggi sociali.

Leit motiv della serata è stato il ricordo di due noti personaggi locali legati alla tradizione dei Sciusci, ovvero, Nino Granata detto “Cocchetto” e Cosmo Buccarello: tra la commozione degli organizzatori, degli intervenuti e del pubblico, lo spettacolo si è aperto con un minuto di applausi, «perché così avrebbero voluto».

Gaeta-StemmaSottolineando l’attenzione rivolta alla cultura e al fatto che Gaeta, Città d’Arte, annovera tra i suoi cittadini eminenti personalità note a livello nazionale e internazionale, sono stati conferiti degli importanti riconoscimenti.

Tra questi ricordiamo i riconoscimenti conferiti dall’Amministrazione Comunale ai poliziotti Gianluca Muoio e Antonio Vellone.

Il “Premio Eccellenza Gaetana” è stato consegnato al Prof. Adriano Madonna, insigne e già pluripremiato giornalista e fotografo. Il premio è consistito in una pregevole opera d’arte donata dalla pittrice Milena Ferruzzi dell’Associazione di promozione sociale I Graffialisti ed è stato consegnato dal presidente dell’Associazione, l’artista Antonella Magliozzi.

A seguire, è stato conferito il “Premio Patrimonio Culturale di Gaeta” per la Tradizione al lavoro bibliografico M° Nicola Magliocca, insigne scrittore e, autore di preziose pubblicazioni di carattere prevalentemente storico, mediante le quali ha fornito un importante contributo alla conservazione delle antiche tradizioni locali.

logo gaeta dinamicaA far da cornice all’evento vi erano degli stand enogastronomici organizzati dall’Associazione Gaeta Dinamica, dove, fra l’altro, sono stati distribuiti ai più piccini delle graziose composizioni artistiche, i c.d. “sacchetti della befana”, e si è potuta ammirare una singolare mostra di antichi attrezzi da lavoro a cura del collezionista Damiano Di Tucci.

 

L’occasione è stata ritenuta utile per continuare nell’opera di sensibilizzazione circa l’esigenza di installare delle telecamere per lalogo_letradizioni videosorveglianza a fini di sicurezza lungo la suggestiva via della Indipendenza, mediante la raccolta di firme: solo nella giornata dedicata al Galà, ne sono state raccolte altre duecento. L’iniziativa, tuttora in corso, sposata anche dalle Associazioni Le Tradizioni e Gaeta Dinamica, ebbe inizio nell’agosto del 2011, in occasione di un appuntamento del Meeting artistico Open Gallery Indipendenza.

 

Entusiasta il Sindaco di Gaeta, dr. Cosmo Mitrano, intervenuto più volte direttamente sul palcoscenico per la consegna dei premi, che ha sentitamente ringraziato il pubblico, i gruppi folkloristici e gli organizzatori, rimarcando la grande importanza rivestita della collaborazione tra persone, volontari, gruppi ed enti, per la realizzazione di manifestazioni che hanno in sé diverse finalità, tra cui quella di preservare le antiche tradizioni dall’oblìo.

 

LOGO I GRAFFIALISTIGli enti non profitLe Tradizioni”, “Gaeta Dinamica” e “I Graffialisti” hanno tratto dalle parole del Primo Cittadino e dell’Assessore dr. Antonio Di Biagio – anch’egli intervenuto durante l’evento, manifestando vivissimo apprezzamento per l’iniziativa – nuova linfa per portare avanti con rinnovata energia le loro iniziative “compartecipate”, consolidando ulteriormente quello spirito di sana, costruttiva e serena collaborazione che le ha contraddistinte e animate nel perseguimento di un unico fine: il benessere della collettività.

I presidenti delle Associazioni promotrici, Mauro Di Nitto per “Le Tradizioni”, Cosmo Ciano per “Gaeta Dinamica” e Antonella Magliozzi per “I Graffialisti” ringraziano la cittadinanza tutta, le Autorità intervenute e gli artisti per l’ottima riuscita dello spettacolo, augurando a tutti un anno di pace e serenità.

 

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gennaio 7, 2013 Posted by | comunicati stampa | , | Lascia un commento

Fortissimissimo: Il concerto di Franco Fasano feat special guest in onda su Rete 4 nella notte tra il 10 e l’11 gennaio‏

Dopo 12 anni dall’ultimo successo, Franco Fasano è tornato ad interpretare – con un doppio album dal titolo Fortissimissimo – le sue canzoni più belle, ed ha scelto il Teatro San Babila di Milano per portare davanti ad un pubblico plurigenerazionale un repertorio intriso di emozioni in cui la melodia è la protagonista vincente.

I momenti piu’ emozionanti di un concerto che ha visto la partecipazione di numerose guest star musicali, amici e collaboratori del compositore sono stati immortalati dalle telecamere di Rete 4 e verranno trasmessi la notte tra il 10 e l’11 gennaio, alle ore 1,30 all’interno del programma notturno ideato e curato da Paolo Piccioli (una produzione Music Line).

Il timbro caldo della sua voce, accordata su ogni tonalità in virtù della vasta gamma dei cantanti per cui ha scritto (Drupi, Mina, Anna Oxa, Fausto Leali …), sarà così protagonista di una serata alla quale hanno aderito, tra gli altri, il contrabbassista Elio Tatti, Gatto Panceri (insieme a Franco nel brano Il giorno che la musica finì), Maurizio Lauzi (figlio dell’artista a cui Fasano ha dedicato l’inedito L’amore che mi devi), il quartetto Archimia, la vocalist Paola Folli, il trombonista e direttore d’orchestra Sandro Comini, l’arrangiatore Mario Natale, il gruppo storico della band di Mia Martini (Gigi Cappellotto, Massimo Luca, e Andy Surdi) che ha accompagnato Fasano nell’inedito La luna, la Fanfara dei ” Bersaglieri Guglielmo Colombo ” di Lecco diretta da Luca Losa che ha eseguito a sorpresa Un’isola alle Hawaii in un divertente e insolito arrangiamento scritto per l’occasione da Massimo Zanotti, il coro I Piccoli Cantori Cresciuti di Milano e il giovane Emanuele Fasano, figlio dell’artista che ha dimostrato di saper portare avanti in maniera originale i geni musicali paterni.

Ripercorrere l’avventura musicale di Fasano in un solo concerto è impresa quasi impossibile, ma sicuramente è un’occasione per esplorare da vicino la storia di un autore e interprete di se stesso che, tramite le proprie composizioni, ha saputo toccare con uno stile unico ed inconfondibile tutte le corde dei nostri sentimenti più reconditi.

 

www.francofasano.it

 

gennaio 7, 2013 Posted by | concerti | , , , , | Lascia un commento

Le Lune_dì Stefano Torossi, il Cavalier Serpente: “ALLE TERME DI CARACALLA”

30 dicembre, giornata scintillante. Sull’apertura del mitreo e dei sotterranei delle terme, finalmente liberati dall’assedio pluridecennale (dal 1937!) dell’Opera, i giornali ci avevano messo il pepe addosso. Quindi, eccoci qui in una coda insolitamente lunga, per fortuna sotto un caldo solicello, ad affrontare una visita che ci ha portato ad alcune interessanti riflessioni.

 

La prima: Diffidare delle istituzioni. Da queste parti (Roma), praticamente tutto quello che ci arriva dalle istituzioni (basta guardare gli orologi pubblici per le strade: ce ne fossero due che fanno la stessa ora), informazioni, orari, indirizzi, certezze; certo non lo è quasi mai, e, quando va bene, è comunque impreciso, vago, confuso. Insomma, nessun rispetto per il cittadino.

Infatti, la coda era così lunga perché, mentre tutti noi visitatori avevamo letto gli articoli ed eravamo lì per vedere il mitreo e i sotterranei, alla biglietteria evidentemente non ne sapevano niente, o se ne infischiavano: su tre sportelli ce n’era solo uno aperto. Arrivati all’impiegato, insistendo, abbiamo scoperto che comunque il mitreo non era visitabile se non su prenotazione. Nessun cartello per informarci, naturalmente.

Ok, andiamo ai sotterranei, i quali, essendo appunto sottoterra, necessitano di illuminazione artificiale, cioè di faretti, che ci sono, e dovrebbero dar luce ai capitelli (peraltro bellissimi) e agli altri frammenti recuperati e ripuliti. Invece, no. Montati caserecciamente qua e là, e puntati principalmente negli occhi dei visitatori, o sul soffitto, non servono davvero a un gran che. Purtroppo (o per fortuna), a tamponare l’andazzo disorganizzativo, arriva sempre la suprema bellezza e grandiosità dei monumenti, e quindi, alla fine, tutto va bene lo stesso.

La seconda riflessione: La mano dell’uomo migliora la natura. Basta osservare i frammenti in mostra: nella parte intatta, i bassorilievi, i cornicioni, i capitelli sono belli; la lavorazione, opaca o lucida che sia, tira fuori la grana del marmo, le venature, le ombre, il colore, e lo rende splendido e in alcuni casi quasi appetitoso. Giri intorno ai pezzi, li guardi sul retro e ti accorgi che, dove la pietra si è frantumata ed è ritornata a com’era prima di assaggiare lo scalpello, non è neanche più marmo, ma solo un sasso polveroso e inutile.

La terza: Grande è bello. Il grande salone delle terme: 58 metri per 24! Gli archi immensi, i pilastri colossali. Qui i soffitti non ci sono più, ma il cielo blu che li sostituisce fa un magnifico contrasto con i muri altissimi di mattoni. Se invece di essere muraglioni fossero muretti non farebbero di sicuro l’effetto che fanno (Sono serviti da modello perfino per la Penn Station di New York). Peccato che, a parte i frammenti in mostra nei sotterranei, sul posto non è rimasta una sola scheggia di marmo. Tutto rubato, sradicato, scalpellato, dal medio evo in poi, per cuocerlo nei forni improvvisati lì vicino e farci la calce con cui tirare su catapecchie, stalle, o magari anche bei palazzi, ma a che prezzo!

Qualcosa di gigante però si è salvato. Le due vasche di Piazza Farnese. Immensi blocchi di granito scavati a mano, ritrovati fra le rovine delle terme. L’Ercole del museo di Napoli, tre metri. O l’unica gigantesca colonna superstite, rialzata a Piazza S. Trinita a Firenze. Ma per convincersi che grande è bello, è sufficiente andare al foro Traiano, qui a Roma, e abbassare lo sguardo sull’immane monolito che giace a terra spezzato, accanto al suo capitello: una massa di marmo bianco di decine di tonnellate, identico agli altri mille che si vedono in giro per la città, ma talmente più grande da essere mille volte più impressionante e anche, sì, più bello.

A proposito dell’Opera, quand’era ancora a Caracalla. Più di vent’anni fa, abbiamo avuto il privilegio di essere invitati al concerto dei Tre Tenori: Pavarotti, Carreras e Domingo, un evento mondanissimo, che poi si sarebbe rivelato come il primo passo di un business mondiale.

La sera d’estate, la luna, la brezza tiepida, e la compagnia di Rossella non ci fecero accorgere di quanto in seguito l’iniziativa sarebbe diventata pacchiana, anzi ci piacque moltissimo. Ancora ci ricordiamo, in mezzo a tutta quella pompa, un particolare minimo e divertente. Dirigeva Zubin Mehta. A un certo punto, durante uno dei rari pianissimo della serata, su uno dei pini sparsi fra le sedie in platea, una cicala si mise a cantare, facendosi inconsapevole protagonista per tutti i diecimila spettatori. Un paio di volte Mehta dal podio guardò accigliato (o divertito, la distanza non ci permetteva di distinguerne i lineamenti) verso l’albero, ma quella, tranquilla, andò avanti finché tutti ci si abituarono. Neanche ci accorgemmo se e quando smise di frinire.

 

P.S. Ve la ricordate la canzoncina che faceva:

“Alle Terme di Caracalla

i Romani giocavano a palla,

dopo il bagno, verso le tre,

tira tira a me, che la tiro a te.

E poi gridavan: Olè!” (Clara Jaione, 1950)

E c’è ancora qualcuno che rimpiange le canzoni dei bei tempi andati!

 

 

L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog.

Per andare a visitarlo basta un click su questo link:  http://blog.libero.it/torossi

 

 

gennaio 7, 2013 Posted by | le lune_dì stefano torossi, il cavalier serpente | , , | Lascia un commento

La Foto del Giorno di…Yasuhito Shinagawa

Yasuhito Shinagawa

 

gennaio 7, 2013 Posted by | La Foto del Giorno di... | , | Lascia un commento