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ROBERTO FARNESI – L’Intervista di Emilia Filocamo

ROBERTO FARNESI 1Ben venga tutto ciò che, come il Ravello Festival,  promuove cultura e bellezza. In esclusiva a Ravello magazine il bellissimo Roberto Farnesi, l’Alessandro Monforte de Le Tre Rose di Eva, si racconta e racconta la sua attività di imprenditore e del ristorante inaugurato tre anni fa a Pisa.

Un’area di servizio è uno spazio ibrido, una Babilonia senza altezza fatta di gente che va e viene, di  traiettorie, direzioni, mete, partenze, valigie, panini “ da asporto”, assalti  alla fortuna solleticati con bande color argento da grattare,  è la platea dei destini  che si toccano ed incrociano solo per un istante, per poi dipanarsi verso tutte altre direzioni. Ma è anche una sorta di setaccio, in cui si “ raffinano” attraverso lo sguardo, momenti e percorsi.

Alle diciotto di un lontano, lontanissimo pomeriggio del 2009, in un’area di servizio vicina ad Arezzo, una moto splendida si ferma e parcheggia non lontano da dove sono io, e a bordo, liberato dall’elmo moderno di un casco, si rivela, inequivocabile e bellissimo, Roberto Farnesi, l’attore Roberto Farnesi. Intorno, ovviamente, non sono la sola a notarlo, come è giusto che sia per un personaggio famoso che abbina talento e bellezza. Pertanto, quando alle 15 e 30 di qualche pomeriggio fa ho avuto l’occasione  di parlare al telefono proprio con Roberto Farnesi e di intervistarlo per Ravello magazine, chiedendogli emozioni e sensazioni  dopo l’inizio della terza serie di Le Tre Rose di Eva 3, in cui Farnesi interpreta ancora una volta Alessandro Monforte,   il primo impulso che ho avvertito  è stato  quello di parlargli di quel lontano pomeriggio. E infatti lo farò, solo che prenderò tempo e quando mi sentirò abbastanza pronta, infilerò questo ricordo personale fra le domande. La nostra comunicazione è minacciata da una connessione telefonica traballante ed insicura, la mia, e dalla batteria scarica del suo cellulare, ma decidiamo di provarci ugualmente. Si sa, alcune occasioni, come le uscite in autostrada, non si possono mancare.

ROBERTO FARNESI LE TRE ROSE DI EVA 3 NONO EPISODIO

Signor Farnesi, qual è il segreto del successo di Le Tre Rose di Eva?
Come ho sottolineato tante altre volte, la scrittura in primis, la sceneggiatura, e ovviamente anche  l’idea. E’ una storia capitanata con grande talento dalla sceneggiatura di Michele Abatantuono che, ragionevolmente, e non a caso, prende un  tempo piuttosto lungo fra una serie a l’altra, c’è una sorta di tempo di posa e  di fermentazione. Certo anche la bravura degli attori e  la regia sono requisiti  fondamentali, ma la scrittura decreta il vero successo di questa serie che non ha certo compiti didascalici, ma vuole essere un prodotto di evasione e  di qualità, con un intreccio narrativo capace di creare il giusto coinvolgimento degli spettatori.

Cosa ama del suo personaggio, di Alessandro Monforte, e cosa non le piace?
Assolutamente mi piace in tutto  ed è bello aver assistito nell’arco di queste 3 stagioni all’evoluzione del mio personaggio, quasi come in una sorta di romanzo di formazione. All’inizio è una figura negativa che addirittura adesso sta evolvendo in un’accezione buona, positiva.  E’ un’esperienza importante, perché mi permette di attraversare diverse sfaccettature e di sperimentare tutte le possibilità emotive attraverso i suoi cambiamenti.

Secondo lei non corre il rischio  di rimanere  imprigionato in  un ruolo di successo come quello de Le Tre Rose di Eva finendo con essere sempre identificato con quel personaggio?
Sono 18 anni che faccio questo mestiere, ho iniziato al cinema, poi tanta tv con serie di successo come Turbo, Carabinieri, Cento Vetrine, e ancora Questa è la mia terra con Kasia Smutniak, Butta la Luna e ora Le Tre Rose di Eva con Anna Safroncik, pertanto i miei ruoli sono così tanti, diversi ed evoluti che credo sia difficile se non addirittura impossibile identificarmi solo con uno. Certo, magari il successo di questa serie, potrebbe far correre anche questo rischio, ma credo che 18 anni di carriera testimonino di più.

Ci parla della sua attività di imprenditore, ha aperto un ristorante, come mai? Era un sogno nel cassetto?
Si, in parte si, è sempre stato un sogno nel cassetto, soprattutto per come amo celebrare la convivialità con gli amici e lo stare in mezzo alla gente. Certo, l’immagine aiuta, può essere una ragione di attrazione, ma se poi non fanno da contraltare all’immagine  la qualità dei prodotti, del cibo, se servizio e prezzo non sono convenienti, allora non si va da nessuna parte, anche perché la crisi ha fatto una sorta di selezione naturale. Ben venga per pubblicizzare un locale la curiosità  di incontrare il personaggio famoso, ma se poi non c’è la sostanza di certo non si  va avanti. Sono tre anni che ho questa attività, il Ristoro del Parco e recentemente si è aggiunto un altro socio e abbiamo un tipo di cucina tipica, fatta di prodotti anche a km zero, di vini autoctoni e soprattutto del prodotto di punta, la Chianina IGP. Siamo a Pisa, vicinissimi al megastore di Ikea  e anche all’aeroporto di Pisa. E’ un posto logisticamente facile da raggiungere e non è un posto di nicchia,  nel senso che è un ristorante per tutte le tasche dove si possono mangiare prodotti di qualità.

E lei riesce a dedicarsi a questa attività con quale frequenza? Insomma, è facile incontrarla nel suo ristorante?
Io vivo in Toscana, praticamente ad 8 chilometri dal ristorante quindi si, quando non giro, quando non sono sul set, sono là, anche perché se le attività non si curano personalmente, difficilmente hanno possibilità di decollare.

Chi è Roberto Farnesi fuori dal set? Passioni, hobby, che genere di musica ascolta?
Mi piace tutta la musica, dalla classica al rock, non sopporto anzi non ce la posso proprio ad ascoltare la musica latino americana ed il liscio, quelle proprio no.  Hobby? Il lavoro mi prende quasi totalmente, specie per questa terza serie delle Tre Rose di Eva che è stata piuttosto faticosa, ma quando posso, vado al cinema, per cui ho una grande passione anche da spettatore e poi amo i cani, i pastori tedeschi in particolare e i cavalli.

Un pregio ed un difetto di Roberto Farnesi?
Un pregio credo sia la mia coerenza,  l’impegno che metto nel lavoro. Il difetto è che sono pigro: lo so le due cose cozzano, è quasi un paradosso.

Roberto Farnesi può fare un augurio al Ravello Festival?
Ben vengano organizzazioni ed eventi come il Ravello Festival che abbinano e si fanno promotori di cultura e di una bellezza spettacolare, quale quella del posto in cui si svolge. Anzi, sarei felicissimo di essere vostro ospite al Ravello Festival.

La conclusione dell’intervista a  Roberto Farnesi suona come una promessa, ma io, tutto d’un fiato, decido di rivelare e renderlo partecipe del mio ricordo: Signor Farnesi, tempo fa, diversi anni fa, l’ho incontrata in un’area di servizio in Toscana, lei era a bordo di una moto.  “ Certo! E ‘ molto probabile,  Le Harley sono la mia altra grande passione. Assolutamente” . Chiudiamo la conversazione mentre io, ascoltandolo,  mi perdo  con nostalgia nei miei jeans bianchi indossati durante quel viaggio in  un lontano pomeriggio di cipressi toscani, di sprazzi di nuvole a maggio e di una Harley che arriva  rombante e scura come un pesante coleottero che ha  appena smesso di battere le ali.

Emilia Filocamo

(Fonte: Ravello Magazine e Gia Comunicazione)

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aprile 30, 2015 - Posted by | cinema, interviste | , , , ,

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