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DEBORA CAPRIOGLIO – L’Intervista di Emilia Filocamo

DEBORA CAPRIOGLIO 886

Se il teatro imita la vita, se il teatro è vita, allora, come per la vita,  i ricordi, le esperienze, le persone incontrate e quelle che verranno,  i tasselli cuciti insieme da una mano suprema e sartoriale, ne costituiscono una componente essenziale. Gli incroci obbligati, quelli magari un po’  pasticciati  dal destino e dagli imprevisti, le scelte, i rimpianti, gli amori, le speranze, i sogni e i dolori, tutto, come si trattasse di un abito da comporre, fatto di misure, maniche, orli e decori, tutto rientra in questa sorta di fucina che è la vita, che è il teatro.

Penso a questo qualche istante dopo aver avuto l’occasione di parlare con Debora Caprioglio e sentirle raccontare lo spettacolo Debora’s Love, scritto con Francesco Branchetti, che è anche regista dello spettacolo  e che il 21 maggio debutterà al Teatro Tor Bella Monaca di Roma, palcoscenico prestigioso nato dalla collaborazione fra Alessandro Benvenuti e Filippo D’Alessio.

Prodotto dalla FoxTrot Golf, associazione culturale, lo spettacolo dopo il debutto romano, comincerà la tournee estiva. L’aiuto regia è dell’attrice Isabella Giannone, le musiche sono di Pino Cangialosi e i costumi di Clara Surro. Come se fosse un compendio di ciò che sono state, vita, esperienze e carriera della protagonista, Debora’s Love  non è un amarcord nostalgico ma una carrellata vivace di episodi e di aneddoti giocati sul filo sottile dell’ironia e con una verve di grande vivacità. Quando la  raggiungo telefonicamente,  Debora Caprioglio  è già in  teatro per le prove; so di non  poterle  rubare molto tempo e, ripassando velocemente le domande che ho da porle, come per una strana corrispondenza, mi sembra di avvertire l’energia e l’elettricità del palcoscenico.

Signora Caprioglio, come nasce questo spettacolo e come  è nata questa voglia di raccontarsi?
Tutto è nato sulla base di un avvenimento, durante una serata fatta di aneddoti  che ho raccontato, così, fra amici. Parlando con Francesco Branchetti, è venuta fuori l’idea di farne uno spettacolo, basato appunto su cinema e teatro. Racconto  di registi che ho incontrato e con cui ho lavorato, da Kinsky a Brass, dei primi lavori, intervallandoli con episodi della mia infanzia, della mia vita personale.  Il tutto è  raccontato in maniera divertente e leggera. Debuttiamo il 21 maggio al Teatro Tor Bella Monaca e poi si partirà  per la  tournee estiva. Tengo a precisare che è la prima volta che mi cimento in un monologo, quindi direi che si tratta di una bella sfida e le sfide mi piacciono!

Non è la prima volta che lavora con Francesco Branchetti:  ci racconta questo sodalizio?
E’  nato da tempo, sono diversi anni che lavoriamo insieme e mi trovo bene. Dopo Sinceramente Bugiardi, che l’anno scorso ha partecipato al Festival di Borgio Verrezzi, adesso siamo qui per cominciare questa nuova avventura.

Debora Caprioglio ha ancora qualche sogno da realizzare?
In verità ce ne sarebbero parecchi, il primo è continuare a fare ciò che faccio,  cose stimolanti  e ovviamente anche di successo.

Che tipo di spettatrice è Debora Caprioglio: cosa guarda e cosa proprio non riesce a guardare?
Come avviene anche per il teatro, devo vedere cose che mi emozionano, avendo il privilegio e la fortuna di essere protagonista e spettatrice, dunque di essere da questa e dall’altra parte,   sia nel comico che nel drammatico, mi piace tutto ciò che può emozionarmi. Oggi non è facile, siamo perennemente distratti, dalla tecnologia, dai problemi, tutti perennemente con la testa puntata sui nostri smart phone, pertanto non è semplice catturare l’attenzione. Se vedo un film devo provare emozioni, perché questo credo sia fondamentale. In teatro forse è più semplice, perché si ripropongono dei classici, al cinema bisogna creare cose completamente ex novo. Per quanto riguarda ciò che non mi piace, direi che guardo un po’ tutto, per conoscenza, fa parte del mio lavoro avere più punti di vista: non ho preconcetti quando mi avvicino ad un progetto televisivo, preferisco guardare e poi giudicare dopo.

Può anticiparci i suoi prossimi progetti televisivi o al cinema?
Anticipare proprio no, posso dire che ci sono diverse cose che mi riguarderanno. Diversi lavori. Fortunatamente.

L’augurio di Debora Caprioglio al Ravello Festival?
In un momento in cui tante realtà simili, tanti Festival, soccombono o muoiono, non posso che augurare al vostro Festival non solo di continuare ad operare e a fare cose belle, ma di migliorare. Perché si può sempre migliorare.

Una curiosità: come trascorre in genere il giorno precedente ad un debutto?
La sera prima del debutto sono tranquilla, con Branchetti si arriva così preparati e pronti che non c’è ragione di essere in ansia, anche perché l’ansia non serve, serve solo l’emozione.

Un pregio ed un difetto di Branchetti?
Debora Caprioglio sorride dall’altro capo del telefono: E’ qui accanto a me, quindi non posso svelare i suoi difetti!  Il pregio è che, come dicevo prima, ha la capacità di preparare gli attori così bene  da fugare ogni possibilità di ansia o di paura, di dubbio. Ecco,  forse il difetto…è che fuma troppo! Ma io sono una persona molto tollerante.

Saluto Debora Caprioglio e saluto, ovviamente, Francesco Branchetti, regista dello spettacolo Debora’s Love e tramite prezioso di questa intervista. Li attendono le prove dello spettacolo, li attendono battute, riprese, pause. Sorrisi. Parafrasando il titolo dello spettacolo, non so di preciso quale possa essere l’amore di Debora Caprioglio. Immagino siano tutti concentrati in uno, come in una monade gigantesca e perfetto:  l’amore per il teatro, quello per il cinema, l’amore per la vita, espresso in quel suo essere così gioviale e sorridente  nel corso dell’intervista, l’entusiasmo che arriva argentino anche a distanza. E’ il suo modo di essere una creatura quasi carnascialesca, ma nella migliore e più poetica accezione del termine, un po’ dama ed un po’ femme fatale, una delicata, ironica, barocca e  bellissima Colombina.

Emilia Filocamo

(Fonte: Ravello Magazine e Gia Comunicazione)

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maggio 25, 2015 - Posted by | cinema, interviste, teatro | , , , ,

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