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LUIGI DE LAURENTIIS‏ – L’Intervista di Emilia Filocamo

Luigi De Laurentiis 2Il Ravello Festival è un’eccellenza nell’eccellenza:  il mio augurio è che possa continuare il più a lungo possibile. A tu per tu in esclusiva con il giovane produttore Luigi De Laurentiis.

Tante volte mi sono chiesta se talento e passione siano testimoni rilasciati nel sangue, pezzetti più o meno corpulenti di Dna, codici identificativi di appartenenza a quella famiglia, a quella determinata inclinazione. Tante volte la risposta è stata scontata, forse prevedibile, declinata a seconda della radice da cui gemmano per opportuna prosecuzione le desinenze e le discendenze.

Una passione come un’eredità, più o meno, qualcosa che va trasmesso, che si trasmette, che investe, che gira intorno e va respirato come l’aria, assimilato al pari dell’ossigeno, che  fa crescere marchiati da un preciso imprinting.

Trattandosi poi di cinema, di una famiglia nata nel nome del cinema, questo testimone, ingombrante e prestigioso, non poteva che essere recepito, assimilato. Ma, e questo forse è un mio difetto, una mia tendenza, preferisco discostarmi spesso dalle facili dinamiche di causa ed effetto e capire di più. La passione deriva di certo da un solletico che proviene magari dalla fortuna di avere esempi e suggestioni esterne, precedenti, modelli, ma la passione, per rimanere tale, per diventare successo e corroborarsi di obiettivi che arricchiscono il testimone originario, la radice prima, necessita di altro, di emozione e sentimento propri, di qualcosa che, seminato nel sangue come in un terreno, possa trovare, oltre ad una naturale e fertile predisposizione, anche una adatta volontà  di “ allevamento”, di cura di quell’inclinazione. Luigi De Laurentiis è declinato insieme alla parola cinema per nascita e per destino: difficile, quasi improponibile o paradossale non associare a lui il mondo del cinema  Però, è pur vero che non si vive di un talento che non è stato seminato e curato nei termini giusti. Ed è così che comincia questa intervista sul mondo del cinema e della produzione: io in punta di piedi cerco di capire, di sondare come debba essere “ cibarsi” di cinema tutti i giorni senza mai averne nausea, anzi, avendone sempre fame. Ecco, se dovessi trovare una metafora, un paragone pratico, definirei questa fame di sogno la prima scintilla di un successo che non conosce soste, forse attese, magari difficoltà, si è pur sempre dei mortali, ma non di certo sazietà. Devono  forse essere questi il segreto e  la ricetta che accompagnano  i grandi.

Signor De Laurentiis, la sua famiglia ed il cinema sono legati a doppio nodo ma non credo che questo basti a far nascere una passione. Cosa rappresenta per lei il cinema? Come la parola entertainment suggerisce, il cinema è puro intrattenimento e per me, nello specifico, è la voglia di poter attirare l’attenzione ed appunto intrattenere tipologie diverse di pubblico. Questa è la mission principale del cinema.

Cosa vuol dire oggi essere un produttore e quali sono le maggiori difficoltà, i problemi con cui ci si confronta?
Le criticità principali vanno probabilmente ricercate, pensando alle tipologie di film e di attori, nel gap generazionale. Oggi abbiamo un parco attori che non si è completamente rinnovato, i giovani che dieci anni fa imperversavano in film di successo, sono gli stessi che oggi, magari a 38 anni, interpretano ruoli da trentenni. Si è insomma persa una generazione. E questo discorso vale anche nell’ambito della sceneggiatura e  della regia. Si contano sulla punta delle dita  i nomi nuovi, quelli che sono balzati all’attenzione per aver utilizzato un linguaggio pop, nuovo, insomma non ci sono fenomeni importanti.

Lei che ha uno sguardo internazionale, cosa manca al cinema italiano, cosa si potrebbe fare di più? Siamo un piccolo paese molto creativo ma senza ricambio generazionale, come ho detto prima. Questo gap che si è formato manifesta chiaramente la mancanza di un linguaggio italiano nuovo dal punto di vista cinematografico. Certo, si potrebbe obiettare che abbiamo Sorrentino o Garrone ma, attenzione, sono fenomeni isolati, non si tratta certo di giovani. Il nostro è un cinema che viaggia poco, se ad esempio paragonato a quello francese,  forse non si è tutelata sufficientemente la grande industria.

Può anticiparci i suoi prossimi progetti?
Stiamo lavorando al prossimo film di Carlo Verdone e al nuovo film di Natale, ma non posso dire di più.

Lei, pur giovanissimo, ha raggiunto tanti obiettivi: ma Luigi De Laurentiis ha ancora un sogno da realizzare?
Sicuramente quello di produrre in America, ci stiamo muovendo in quella direzione, al momento sono al vaglio diversi progetti.

Il consiglio che le da più spesso suo padre?
Più che un consiglio è un suggerimento, quello di non perdere la concentrazione, di essere sempre estremamente concentrato in tutto ciò che faccio.

L’augurio di Luigi De Laurentiis al Ravello Festival?
Di continuare il più a lungo possibile, Ravello è un’eccellenza che ospita eccellenze e credo che già questo sia un binomio vincente.

Un suo pregio ed un suo difetto?
E’ una domanda difficile preferisco non rispondere, preferisco siano gli altri a dirli di me.

Lei ha mai qualche rimpianto professionale? Potendo tornare indietro nel tempo c’è qualcosa che farebbe diversamente?
Questo è un mestiere particolare perché nella vita di un produttore ci sono tante idee e progetti che magari, una volta concepiti, partono anche dopo 6 o 10 anni dopo che si sono acquisiti magari i diritti di un libro. Non è detto che il primo ideato sia il primo a venire alla luce, così si è costretti a metterli da parte e ad andare avanti con gli altri, a sostituirli. Direi che questo mestiere è un continuo di rimpianti ma, fortunatamente, ci sono le soddisfazioni che arrivano a compensarli.

L’intervista con Luigi De Laurentiis termina qui. Io credo che non sia difficile leggere anche in quest’ultima frase la radice prima di quella passione di cui parlavo all’inizio. Quella che non conosce soste, ripensamenti, che supera i rimpianti guardando verso le stelle e a quello che verrà. Quella che fa di un’intuizione un successo, di un suggerimento un’idea vincente, di un’inclinazione naturale  la propria vita.

Emilia Filocamo

(Fonte: Ravello Magazine e Gia Comunicazione)

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maggio 25, 2015 - Posted by | cinema, interviste | , , , ,

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