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Le Lune_dì Stefano Torossi, il Cavalier Serpente: SUMMER MACABRE

Reliquie

Siamo assuefatti al teschio di S. Agnese, al cuore disseccato di S. Carlo, all’ampolla di S. Gennaro. Ma il reliquiario che recentemente abbiamo trovato nella chiesa della Maddalena ci è sembrato super.

Si tratta di una teca a due livelli, sapientemente progettata, che ospita al piano di sopra, in penombra, la perfetta figura in cera, di sicuro somigliantissima, di San Camillo de’ Lellis. La testa appoggiata su due candidi cuscini, il corpo avvolto in un sontuoso mantello, i piedi calzati in qualcosa di lucido, che ricorda, forse un po’ troppo, un paio di mocassini inglesi.

Fin qui, tutto bene. La sorpresa è al piano di sotto: brillantemente illuminato, ecco lo scheletro completo, ben composto e lustro del suddetto San Camillo; per lo meno a dar retta al cartiglio.

Per procurarsi quelle ossa: tutte e in così buone condizioni, avranno di certo seguito la ricetta in uso a quei tempi per ricavare rare, incorruttibili e commerciabili reliquie di santi o imperatori.

Pare che non esitassero a buttarne il corpo (dopo morti, speriamo) in un pentolone e a farlo bollire finché tutta la carne si staccava lasciando l’osso spolpato, presentabile e venerabile.

Esattamente come un pollo lesso.

 

Povera gente

In corrispondenza di uno degli incroci più incasinati della estesa periferia semiurbanizzata di Roma (Via Appia Nuova con Via Nettunense), proprio sotto il corridoio di avvicinamento radar all’aeroporto di Ciampino hanno costruito un nuovissimo McDonald’s, anzi, un McDrive, dove si può ordinare e mangiare anche senza scendere dalla macchina.

La colonna sonora della location mixa il rombo degli aerei che atterrano al delirio delle auto eternamente ingolfate nel doppio incrocio stradale, sovrapposto al chiasso dei bambini che vanno a rimpinzarsi con le famiglie al completo. Uno stress.

E fin qui siamo nella demenziale cronaca domenicale. La bella notizia è che, scavando per le fondamenta del McDonald’s hanno trovato una diramazione secondaria dell’Appia Antica. Che non è una gran novità: le strade romane sono dappertutto.

Lo straordinario è altro: l’ottimo stato di conservazione, per una quarantina di metri, del selciato originale e il fatto che, invece di essere frettolosamente ricoperti, i resti antichi sono stati salvati e valorizzati a spese della McDonald’s con l’apertura di un’affascinante galleria sotterranea a disposizione dei clienti, arricchita dal rinvenimento di tre scheletri nella canaletta di scolo della strada.

Le sepolture sono state studiate e i risultati ci dicono in quale stato di miseria e di abbandono doveva essere precipitata quella povera gente alla fine dell’Impero. Dei morti due sono giovani, quasi ragazzi, ma tutti e tre sono di bassa statura, con denti cariati o mancanti e ossa già deformate da fratture, malnutrizione e artrosi.

E soprattutto, per ridursi a buttare un morto nella fogna, senza neanche un ricordo personale, lasciandolo probabilmente ricoperto solo da una palata di terra e dimenticandolo subito dopo, vuol dire che ogni forma di rispetto si era persa nell’abiezione generale.

E’ davvero difficile per noi oggi immaginare come una struttura civile, colta, attenta all’arte e al diritto come quella romana potesse essere spazzata via così completamente e rimanere oscurata per un millennio lasciandoci meno che niente delle sue tracce.

Eppure quella minima percentuale che ci è arrivata ancora ci accende la fantasia.

Cimiteriale.

L’altro giorno, nel tentativo di dribblare una turba di corpulenti anglosassoni in gonnellino, sotto l’influenza di bevande alcoliche, in uscita dallo stadio dove la Scozia aveva battuto l’Italia a rugby, ci siamo visti costretti a saltare al volo sul bus della linea C 3, di cui si può ammirare sul display il nome completo. In effetti fa servizio fra il cimitero Flaminio, il centro storico e gli altri due cimiteri della città, il Verano e il Laurentino. Comunque una denominazione un po’ meno jettatoria la si poteva anche trovare. O no?

Ci è sembrata la splendida chiusura di un’altra delle nostre giornate alla ricerca di manifestazioni di humour involontario, stavolta magnificamente riuscita da parte di un’azienda comunale, la nostra ATAC, notoriamente con un piede, se non tutta la gamba, nella fossa.

P.S. Fa caldo, abbiamo (come tutti) poca voglia di lavorare, le occasioni di punzecchiare sono scarse e allora, per agosto, abbiamo deciso di rifilarvi delle repliche, opportunamente riviste, di articoli già pubblicati. Si tratta solo di quattro settimane. Va bene?

(Immagini fornite dal Cavalier Serpente)

***

L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog.

Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

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agosto 6, 2018 - Posted by | le lune_dì stefano torossi, il cavalier serpente | , ,

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