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Le Lune_dì Stefano Torossi, il Cavalier Serpente: METTI, UN POMERIGGIO AVANZATO (Replica dal passato)

collageMetti, un pomeriggio avanzato. Sono ore che cammini e già fa buio. Sei stanco, scocciato, e anche un po’ confuso dalla gente, dai negozi, dalla città, e ti vuoi riposare. Magari anche riflettere in un posto tranquillo e, perché no, perfino dire una preghiera.

Che fai? Entri in una chiesa. A Roma ce ne sono tante, e belle. Diciamo che spingi la porta di San Lorenzo in Damaso, a Piazza della Cancelleria. Per essere tranquilla, la chiesa è tranquilla, e silenziosa, e soprattutto vuota. E che succede? Perché ti prende quello smarrimento infinito? Semplice, perché la chiesa è così desolatamente buia che sembra un’orrida caverna. C’è da immaginare grappoli di pipistrelli appesi là in alto, dove l’oscurità nasconde ogni cosa.

E allora via di qua. Andiamocene alla Chiesa Nuova, S. Maria in Vallicella: grande, barocca e piena di quadri, statue e due magnifici organi d’oro. Qui l’antro è più ampio e più sontuoso, ma sempre disperatamente buio. Si sa che ha anche un soffitto splendidamente affrescato: saperlo è un conto, vederlo un altro. C’è qualche lampada accesa, ma è stupidamente puntata verso il basso, contro gli occhi dei fedeli, che ne restano smarriti e abbagliati.

La soluzione ci sarebbe, semplice ed economica. Dov’è Dio? In alto. E dove sta il fedele in preghiera, o anche il semplice curioso di arte? In basso. E allora, invece di puntare fari da terzo grado negli occhi dei poveri visitatori, basterebbe illuminare i soffitti e le volte con luci diffuse (e nelle chiese i cornicioni per nasconderle non mancano davvero) e lasciare nella penombra banchi e confessionali. Non è che la bellezza impedisca la preghiera, anzi. Una bella casa suggerisce che il padrone ci ospiterà con stile. Non serve altro. Tranne, come sempre, un briciolo di buon gusto.

Invece no. Perché il cristiano mica è lì per divertirsi. Può, sì, provare qualche fremito artistico, che però gli deve ricordare sempre la polvere da cui viene e a cui ritornerà.

E allora, per una buona profilassi abbiamo stilato questo gioioso inventario/itinerario cattolico apostolico romano.

Chiesa di S. Maria dell’Anima: Scolpiti nel marmo, intagliati nel legno, modellati in stucco o dipinti su tela: 2 teschi ghignanti in marmo giallo (foto), 7 teschi semplici, 2 teschi alati dall’aria mansueta, 1 scheletro intero con clessidra (tempus fugit).

  1. Agostino: 3 teschi semplici, 2 teschi alati con riccioli ribelli, corona d’alloro e aria strafottente (foto).

La Maddalena: una teca a due piani, illuminata come se fossimo da Bulgari. Lo scheletro intero di S. Camillo de Lollis, al piano basso; a quello superiore un manichino, benissimo agghindato che riproduce il santo stesso, ma con la ciccia.

  1. Maria del Popolo: ½ scheletro in finestra dietro un’inferriata, 7 teschi in marmo, 2 in bassorilievo di bronzo con tibie e 2 mezzi scheletri intarsiati sul pavimento.
  2. Maria sopra Minerva: anche qui un bello scheletro che abbraccia l’ovale con il ritratto del caro estinto, suo ex proprietario. Più 4 teschi semplici, 3 teschi con tibie (o sono femori?) e ben 6 tibie incrociate senza teschio.
  3. Lorenzo in Damaso, la chiesa più buia di Roma, quella da cui è partita questa nostra allegra scorribanda: niente tranne un immenso scheletro alato che si libra fieramente, chiaro su un fondo di marmo nerissimo. Impressionante (foto all’inizio).

(Immagini fornite dal Cavalier Serpente)

***

stefano torossi bisL’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog.

Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

agosto 11, 2021 - Posted by | le lune_dì stefano torossi, il cavalier serpente | , ,

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