bumbi Media Press

un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

amedeo minghi, e quando la melodia è comunicazione… di vita

amedeo minghi 30 ottobre 2014 -l’importanza di certe situazioni conducono a riflessioni non indifferenti. la casualità, per qualcuno, può essere il seme di un segno, di tanti piccoli segni che si rincorrono nella vita delle persone. e poi esserci, per poter prendere ciò che ci spetta, quasi fosse un diritto dell’emozione che spesso cova dentro, ma il susseguirsi dei doveri ti lasciano sempre indietro o dietro a qualcosa.

amedeo minghi ha accompagnato molti di noi, e molti di noi lo hanno seguito nel trascorrere degli anni. e i suoi testi ce li siamo portati come un bagaglio leggero, piacevole anche nei ricordi legati a delle tristezze esistenziali. ma il 30 ottobre, all’università la sapienza di roma, il ripercorrere quei tempi ha lasciato sciogliere i sentimenti e l’emozione si è ripresa dagli occhi e dal cuore, quel diritto.

e la gioia dell’artista è uscita dal palco, fino ad arrivare a chi era lì, per e con lui.

tante persone, tanti giovani, tante età, un unico sentimento che le accomunava tutte: la musica di amedeo minghi.

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novembre 2, 2014 Posted by | ascoltandomeli, cultura | , , , , | Lascia un commento

andrea tich & le strane canzoni con il suo disco “una cometa di sangue”: un libro da ascoltare

ANDREA TICH COVERricevo, apro la cartella e mi ritrovo un’immensità di cose. non voglio vedere nulla, e mi metto subito ad ascoltare. e poi riascolto.

passano i giorni, mentre rifletto su una cosa che ballava in mente, ma non riusciva a fermarsi sulle punte delle dita. poi. poi eccola, e mi sono detta: non è un cd, è un libro. un libro da ascoltare.

una cometa di sangue, di andrea tich per la interbeat/snowdonia, è una cosa immensa, e non per i ventiquattro testi, ma per averci inserito di tutto e di più. dalla nascita alla vita che ci passa in mezzo e da tutto quello che ha camminato con lui per arrivare a.

forse troppi, mi sono detta, ma, se ce n’è per tutti, tutti potranno trovare ciò di cui hanno bisogno. voi direte e tu chi sei per dire o sapere ciò di cui si ha bisogno. nessuno, sono nessuno, ed è proprio perché non sono un tecnico del sapere mi lascio andare solo a ciò che sento dentro ed a ciò che rimane. e qui, dopo questa lettura/ascolto, rimane molto.

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ottobre 14, 2014 Posted by | ascoltandomeli, musica | , , , , , , | Lascia un commento

“sono diverso” il video rap: tutto è il contrario di tutto quando le parole pesano il bisogno

voglio stare bene con me stesso…ecco, dopo alcune parole ed un vaffanculo, la frase del voglio riesce già a dire un tutto che spesso è impensabile possa uscire da una mente giovane. spè, non fraintendete quell’impensabile, ché, se non è oro tutto ciò che luccica, è anche vero che tante cose sono date per scontate.

ma io non le do’ assolutamente così, anche se uso le parole dei detti. e difficilmente faccio sconti su ciò che è tanto scontato, come l’oggi, inteso come catapulta di situazione e colpe da catapultare uno contro l’altro.

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febbraio 12, 2014 Posted by | ascoltandomeli, musica | , , | Lascia un commento

eleonora bordonaro & majaria trio a radio 3: quando la passione travolge la strada del tempo

quando la passione si fa tormento, è allora che dentro s’arde.

e non c’è altra strada che il vento dell’alba.

 

ecco, questi sono i primi versi che m’escono come un getto di bisogno, dopo una notte trascorsa a ricordare l’ascolto.

quasi un’alchimia tempestosa, l’insieme di fuoco siciliano, jazz, passione e tanta ispirazione, il giro di boa da cui si viene travolti dopo aver vissuto appieno ieri, 30 gennaio 2014, nella sala a della rai di via asiago in roma, il concerto live di eleonora bordonaro e i majaria trio composto da alessandro patti lucrezio de seta e primiano di biase. un connubio fatto di magia e radici, di corpo e terra, mani strumenti e tanta anima.

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gennaio 31, 2014 Posted by | ascoltandomeli | , , , , , , | Lascia un commento

marco sforza: come trovare “un capolavoro”, anche “sotto le unghie delle dita”

ha fatto questo e ha fatto quello, di solito è questo che celebra l’elenco di una biografia, ma poi alla fine chissà se ti conoscono.

ecco, marco sforza, in ambito musicale, ha partecipato a tante cose e tante altre ne ha vinte, ma, per ciò che posso dire del mio sentire, dico che m’ha dato un’altra vittoria: il piacere dell’ascolto.

un capolavoro” è il suo ultimo pane sfornato. e non solo ci si è impastato e rigirato il cuore ben bene fin “sotto le unghie delle dita, ma ha un gran bel profumo davvero! mi gioco il tutto per tutto dicendo che è di una friabilità sconcertante, ché dentro c’è un bel po’ di lievito buono.

sono lenta, in certe cose, ma devo attendermi, se voglio essermi e poi, solo poi posso dare tutto quello che penso senza impedimenti alcuni, ché io la magia me la voglio godere fino in fondo, fregandomene dei tempi.

forse i tempi non sono maturi per tanti cantautori, ma io li invito a non mollare, ché i certi che stanno sempre a galla di sicuro non potranno mai lasciare quel qualcosa di buono come, appunto, il sapore del pane appena sfornato.

sì, un istrione, è proprio ciò che dicono di lui, ma non da meno sono i musicisti (la sua fedele Orchestrina Separè) che non solo l’accompagnano, infatti camminano con lui al fianco ed all’interno, all’interno di quel discorso fatto di occhi e di pelle, ché spesso le belle parole non servono alle anime attente.

tredici tracce live (più una ghost-track), e con tutto ciò che gli passa nella mente, anche i sospiri e i sorrisi. praticamente ti ritrovi a casa un concerto con tutti i concertisti. e poi è così pulito. pulito senza sbavature, e non credo che abbiano dovuto lisciare di fine né nel missare né…

ma no, che ci frega di questo. noi dobbiamo lasciarci andare al leggero brillare degli strumenti e a tutti i versi poetici che lui ci lascia con semplice bravura tra il drammatico e la simpatia. nessun brano si ripete e nessun brano ci lascia a bocca asciutta. lui, il marco, si diverte fa divertire e sa coinvolgere con scenica alchimia. tra il surreale ed il sensuale gioca coi titoli ed il respiro, e guida le parole ai significati e tutti attenti a non confondere l’ironia con la furbizia, ché in questo disco c’è solo tanta voglia di fare e di far star bene anche l’ultima nota che se ne va via…

simonetta bumbi

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Un Capolavoro

Il terzo album di Marco Sforza

insieme all’Orchestrina Separè.
Anno di pubblicazione 2013.

Sotto le unghie delle dita
Non ci resta che cantare
Chimera
Vita da single
L’universo è troppo grande
Tintarella d’amor
Irene, che c’è?
Se per caso avessi un figlio
Una città
Cicale
Tradire e il fare
Bis
Un capolavoro

Marco Sforza: voce/chitarra/piano Rhodes/pianoforte.
Dario Vezzani: 
contrabbasso/basso elettr.
Matteo Pacifco: 
clarinetto/sax contralto.
Massimo Marches: 
chitarre elettriche/synth.
M° Gildo Montabari: 
fisarmonica.
Marcello Bassoli: 
percussioni.
Tommy Graziani: 
batteria e percussioni.

Registrato dal vivo al Teatro Vittoria in Pennabilli (RC)
tra l’estate e l’autunno duemiledodici.
Registrazione e missaggio: Franco Fucili
Mastering: Davide Barbi

http://www.marcosforza.it/

http://www.la-locomotiva.com/

Fonte: Allinfo.it

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agosto 6, 2013 Posted by | ascoltandomeli | , , , | Lascia un commento

paolo farina – tondomondo – etnoritmo: dai rami alle radici del mondo

tu ti dici “oggi mi vado a fare una passeggiata”, e mica lo sai dove vai, ché lei, la passeggiata, non è mica una mèta. è solo l’idea di un viaggio, per farti stare bene.

ecco, è così che occorre prendere l’ascolto di questo disco di paolo farina. ed io così ho fatto, ed è per questo motivo che dico.

dal colore caldo della copertina e del cd, già ti senti che dentro ci deve stare qualcosa di buono, e poi ho visto quel rosso messo al centro ed ho pensato al cuore. e solo dopo, dopo l’ascolto, ho proseguito il pensiero dicendomi che forse quel rosso era a significare il centro della terra, così vivo e che ancora batte, malgrado noi.

ho provato a leggere il “bugiardino” (io lo chiamo così il libretto interno dove c’è di tutto e di più e scritto proprio come quello delle medicine e che poi ci rinunci perché non ci vedi), e ci ho rinunciato, e così l’ho chiuso ed ho goduto del retro, di quel senape che contiene anche un carretto, una donna anziana e di un trullo, forse, e di tutta quella gioventù delle foto all’interno. e c’è un motivo.

“certo che so’ forti, questi che fanno le copertine”, mi sono detta, e gli andrebbe data una medaglia, ché sanno darti tanto ancor prima di ascoltare.

l’esordio ti porta a muovere testa e spalle.  un inizio di partecipazione corale che, indossati occhiali scuri e fantasia, ti fa sentire al sole anche se nevica. la musica, padrona di ogni brano, è un divenire di crescita e sensazioni, con la scelta del cantato di un dialetto che paolo farina si porta come una freccia nel costato.  e ti accorgi subito che non andrai incontro a ballate di paese, ma a un’alleanza di lingua e corpi, come quando il vento intreccia i rami del salice, e la mescolanza di etnie musicali ti regala fratellanza.

ecco, ecco il significato di questo disco, mi sono detta. ed ho portato alla memoria tutte quelle foto ed i colori, e poi ci ho aggiunto il sentimento della semplicità, ché a volte non occorre esser scienziati per capire, che le parole non capite nascono dalla terra che s’è lasciata non perché rinnegata, ma solo per necessità di quella fame che grida nella tasca.   

dieci brani. c’è tutto, dalla melodiosa “sono malato” all’ironica “fall i dall”, dall’incazzata “tempo di ciliegie” alla preziosità di “le montagne sono alte”.

e “giovanni” che t’ha fatto, mi son detta. essì, ognuna ha un suo significato che si stringe come nodo attorno al tronco. e c’è posto per tutti.

e, nell’ascolto di “verso sud”, mi vengono in mente gli ulivi di quella terra così cara al farina: piante basse, ma con radici che sanno arrivare dall’altra parte del mondo… 

simonetta bumbi

Track List:

  1. Sto bene con te
  2. Chess jè stor’j
  3. Sono malato
  4. Cudd ca sent
  5. Fall i dall
  6. Le montagne sono alte
  7. Giuann
  8. Tijmp di c’ros
  9. Nan c’stè
  10. Verso sud

 

Paolo Farina: Voce,testi musiche

Roberto Kriscak: Tastiere e campionatori

Massimiliano Lotti: Chitarra elettrica

Silvio Verdi: Basso

Lele Seghetti: Tastiere  

Giancarlo Parisi: Fiati

Antonio Neglia: Chitarra acustica

Gianmarco Picuzzi: Basso elettrico

Mirella Mastronardi: Voce e cori

Maria Antonazzo: Voce e cori

C.D. –  U.d.U. Records – WMWDTGA 035

2008

http://www.facebook.com/etnoritmo

febbraio 8, 2013 Posted by | ascoltandomeli | , , , | Lascia un commento

makay “equilibri instabili”: ovvero ferma il tempo, e prendine un po’ per te

non sempre, gli incontri artistici, conducono dove si era deciso di andare. ma in questo caso devo dire che la strada scelta è assai buona, e questo connubio di personalità crea delle atmosfere a volte incandescenti nelle loro parsimoniose elasticità.

– quando m’è arrivato il cd, e me lo rigiravo tra le mani per riuscire a togliere la protezione, mi sono detta “bella ‘sta copertina”, ma non riuscendo ad aprirlo l’ho lasciato in borsa. due o tre giorni lì con tutti i miei impicci vari. poi.

poi una mattina, in macchina e prima di uscire dal cancello, lo prendo e trovo subito il bandolo e lo inserisco nel mio mangia cd (lo chiamo così perché a volte non me lo ridà). e via.

si porta all’ascolto con disinvoltura, e poi s’impossessa di te, questa voce calda di donna.

giovane, forse, ti dici, ché mica è detto che devi conoscere tutti per forza. anzi, a volte meno ne sai e più grande è lo stupore che ti stupisce il desiderio, rendendolo così forte che ti vai ad impicciare della sua storia. per capire, forse. o forse solo per ringraziare, con lo sguardo, quel qualcuno che ha catturato te.

la silvia puddu canta ciò che raccoglie, e lo interpreta come un fiore pronto a sbocciare, ed ha la capacità di proteggere i suoi petali ogni qualvolta, la batteria con la sua esuberanza, o la varietà di stili musicali, cercano di invaderla, quasi volessero metterla alla prova, ma lei riesce ad “entrare” e a mettersi a proprio agio.  e questa mia sensazione ha avuto la conferma leggendo un suo pensiero in una intervista.

chi ha seminato è alberto marino che, con la sua capacità, è riuscito, visto che è lui l’autore dei testi della musica e dell’artwork,  a rendere appieno, nei disegni della copertina, il gioco delle parole, facendo ben capire che poi un gioco proprio non è.  anzi, dà il senso di “rischio”, magari rubando promesse alle probabilità.

ma una scommessa non è mai un furto, ché l’artefice della semplicità può essere chiamato minimalismo, ma sempre in prima persona ci si scommette la propria pelle.

e qui, ognuno se l’è “giocata” affidandosi all’altro, riuscendo a generare un solo corpo. e lo hanno scommesso bene.

– solo cinque brani, ma io glieli ho fatti ripetere finché non sono tornata a casa, cercando di allungare il tragitto, per me.

simonetta bumbi

 

 

  1. In Viaggio
  2. Pensieri Rumorosi
  3. Alla Ricerca Di Me
  4. Mai Mai
  5. Tutto Scorre

Silvia Puddu – voce

Alberto Marino – chitarra, programming

Francesco Di Gilio – piano

Simone Massimi – basso

Roberto Pirami – batteria

C.D. –  U.d.U. Records –  WMWDTGA 042

2011

http://www.facebook.com/pages/MAKAY/144492281390

gennaio 29, 2013 Posted by | ascoltandomeli | , , , | Lascia un commento

alberto bertoli “safà”: quando una brutta storia porta una buona speranza

l’africa è lontana, anche se così vicina. e africa è tutto ciò che uno non vorrebbe avere delle sue bruttezze esistenziali.

ma la fame e le malattie hanno bisogno di “contagi”, per essere capite, ché per guarirne da certe, come l’indifferenza o le prevaricazioni, non esiste medicina migliore della “mano”. e magari, diventassimo tutti come san tommaso, così oltre agli occhi apriremmo anche il cuore!

safà è una bambina irachena malata, vittima delle esigenze di chi governa le guerre, ma su questo singolo, cantato da alberto bertoli, diviene tutti i bambini malati del mondo, perché è un brano che il cantante musicista interpreta per un progetto benefico che ha come scopo di raccogliere fondi per “africa nel cuore”.

toccando la copertina, ciò che mi infastidiva era il bollino della siae, ché mi impediva di leggere ciò che c’era scritto nei credits. e poi mi sembrava quasi imbrattasse quel colore caldo che toccavo, ma poi mi sono detta “ma che me ne frega di leggere, voglio ascoltare”.

ero in macchina, ed il replay m’ha regalato emozioni a ripetizione, ed un gran gusto per la sintonia della musica che assecondava la parola. ma pensa, ho pensato, a volte un solo brano fa e dà più di un intero disco.

tornata a casa ho iniziato a curiosare per la rete, ed allora mi sono detta che il fastidio di quel bollino era poca cosa, a confronto di ciò che tutti rimarcano: alberto bertoli ha tutta la voce di suo padre.

mentre scrivo, safà è qui sul pc che mi fa compagnia, e alberto m’ha aiutata a capire alcune cose, e non solo con la voce (l’ho ascoltato in altri suoi brani), ma anche con i suoi occhi, ché l’immagine d’apertura del sito ufficiale rappresenta tutto il suo mondo. quegli occhiali dalle lenti rosse, sono lo specchio di ciò che vuol vedere, e non è soltanto una visione di copertura o commerciale, ché la sua interpretazione di safà è solo sua, così calda e riparatrice, quasi volesse portare con il suo timbro un po’ di benessere all’ascoltatore e, consapevole dello spessore della storia, riesce ad essere anche accorato e fiducioso per ciò che sta cantando.

c’è una storia, dietro a questo testo, vissuta in iraq dal dottor giorgio alagna, ufficiale medico della croce rossa italiana, e dall’unione di  alberto bertoli,  marco domenico lai e daniele baroni, questa testimonianza diviene una piccola icona nel firmamento della speranza.

simonetta bumbi

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CD – UDU Records 2012 – WMWDTGA 044

Prodotto dalla Gp Eventi edizioni Senza Dubbi

Gli utili della sua vendita vanno all`associazione Africa nel Cuore

(leggi la storia di safà)

http://www.albertobertoli.it/

gennaio 24, 2013 Posted by | ascoltandomeli | , , , , , , | Lascia un commento

dario antonetti “il ritorno del figlio dell’estetica del cane”: un disco per ogni ora del giorno, e della notte

non so se la “pazzia” paghi, indubbiamente cattura l’attenzione.

già dalla foto di copertina si comprende il barbonaggio assoluto di cui è pregna l’anima dell’autore. già, l’autore, lui, il dario antonetti che nel suo sito fa passare di tutto: dalla lavatrice alle teiera alla famigliola di funghi, dalla paperella alla mucca e chi più ne ha ne metta, e lui le ha messe.

ecco, il suo sito è una messa a recitazione del suo personaggio, ed il suo “ritorno” non poteva essere da meno: cattivo con ironia, e selvaggio come una pecora nera indifesa. io direi “troppo forte”, ché te le dice certe cose e ti fa anche sorridere, mentre dentro magari ti incazzi per le verità sapientemente elencate (traccia 2).

il dario nasce e decide di fare tutto, e lo fa a modo suo, fregandosene di quello tuo, ma restando attento a non dimenticare passato presente e futuro. e poi l’amore, quello è all’ordine di ogni brano di questo disco, perché non ci si può accostare alla sperimentazione se alla base non c’è lui, che poi non sperimenta nulla ché tutto è adottato dalla premeditazione, inconscia, della sua personalità.

brani come le tracce 7 e 9 sono elettriche, psicopatiche e fosforescenti, direi molto accattivanti per la fantasia che si mette alla ricerca dell’ignoto.

poi si passa al catartico capovolgendo i tuoi pensieri che non trovano più la strada di casa, ma ci pensa lui con i suoi ripensamenti di rotta, portandoti nella sua, di casa, anzi, nella sua stanza (traccia 11) e in quei momenti in cui da adolescente, o mezzo adulto forse, desiderava “credersi”.

e credere di restare illesi dal suo disco, è pura utopia, ché nell’ultima traccia, la 16, dopo vari secondi di silenzio iniziale, una musica ascensionale ti conduce per mano verso l’uscita, ma tu che ascolti non sai, se è verso l’inferno o il paradiso.

simonetta bumbi

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  1. L’estetica del cane
  2. L’artista indipendente
  3. Canzone d’amore per una testa di cazzo
  4. Se tu fossi una di quelle
  5. Neanche un elefante
  6. Approssimato per eccesso
  7. Verso sera
  8. L’omino vegetale
  9. Frammento del canto del fuoco
  10. Canto del gioiello della via di mezzo
  11. Ho smesso la distro
  12. La terra insegue il sole
  13. Chiocciolina
  14. Miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di stelle
  15. Meditazione
  16. Risveglio

CD – UDU Records 2009 – WMWDTGA 038
29 ottobre 2009
Prodotto da Dario Antonetti
Supervisione di Giancarlo Passarella

Foto di copertina: Max Dolcini
Artwork: Dario Antonetti

http://www.darioantonetti.com/it/

gennaio 24, 2013 Posted by | ascoltandomeli | , , , , | Lascia un commento