bumbi Media Press

un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

non importa il tempo, ma il momento: “un biglietto per l’isola” di ermanno dodaro e tullia ranieri

un biglietto per l'isola“Quello è stato il momento magico,
l’istante nel quale ho 
incrociato il viso sorridente di un uomo
che dal fondo di una 
foto scruta il mondo.”

a volte i ricordi tormentano, ma non per distruggere, bensì per farci ritrovare quelle braccia tese, ché solo loro hanno il sapore delle radici, quelle che ci tengono appese al futuro. e come fazzolettini salutiamo il vento, e liberi gli voliamo incontro.

l’incontro con questo libro è stato come entrare in un museo, dove quadri antichi raccontano di sé facendo immaginare il dolce o l’amaro retroscena di un teatro vissuto, in cui il reale protagonista è il tempo.

Continua a leggere

settembre 9, 2015 Posted by | letturando | , | Lascia un commento

lorenzo poggi e il suo “muro di gomme” elettronico

murodigommeè da un po’ che seguo il poggi, ed è da un po’ che volevo farmi un regalo. ed oggi, visto che ne ha fatto lui uno a me, ho deciso che.

perché negare che si scrive per se stessi, ma con la speranza che qualcuno ci legga? poi ognuno può farne ciò che desidera, sia della lettura e sia di ciò che ci ha spinti al farlo, ché la verità, senza dito davanti al viso, la sappiamo solo noi.

virtualmente l’ho conosciuto tramite contatti comuni su facebook ed è grazie a loro che ho iniziato a leggerlo.  in seguito ho visto anche le sue forme, ma questa è una notizia solo per quella cronaca che dipende dal superfluo.

leggo quotidianamente le sue poesie. non tutte mi spingono a digitare quel famoso “mi piace” che a qualcuno dà fastidio, ma che a me, spesso, aiuta a non aggiungere cose superflue, oppure perché non va di parlare nemmeno con le dita. forse è una forma di discrezione, o forse una giustificazione all’indolenza o a semplice ignoranza. non lo so, e poco m’importa, il saperlo.

lorenzo è tra il discreto e l’in, ché la sua forza vitale gli impone di parlare, ma lo fa con se stesso usando le dita.

l’ultima sua silloge elettronica, delle edizioni fatte a mano,  si chiama “muro di gomme“. il suo interno è un rimbalzare di sogni, incontri, pensieri, stagioni, luoghi, voglie, imbrogli e tanti bisogni.  ecco, e sono quest’ultimi che, forse, premono sul cuore del poggi costringendolo, quasi, ad esternare tutto ciò che vede e sente.

muro di gomme” ha la capacità di imbiancarti le pareti del quotidiano, di prepararti un pasto sì  frugale, ma che ti fa sentire l’occhio sazio, anche se nel piatto non c’è nulla mangiare.

non mi creo tanti problemi, quando leggo, perché se ricevo emozione vuol dire che ho ricevuto. e poi non tutta la grammatica suona di poesia, anzi, a volte, la limita.

riporto qui due cosette, di questa sua elettronicità, che mi piacciono assai.

***

Giorni impastati


Ci sono giorni che girano intorno.
Mai dalla parte della finestra in attesa.
C’è un pezzo di cielo che bussa sui vetri
insieme a domande appena accennate.
C’è una stanza che chiede d’entrare
ed un giardino lasciato un po’ incolto.
C’è un sentiero ad insegnare la strada,
strada di rovi da rovistare per denudare
la trama e l’ordito, grondare di sangue
la tela assassina che non fa che impastare
la farina col fango, il pane col loglio,
il sudore che cola da statue di marmo.

***

Poeti

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che siamo dei giusti
che si caricano di tutte le croci del mondo.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che spesso scaviamo
nelle zolle della nostra coscienza.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che andiamo a svegliare
le albe e addormentare i tramonti.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che cerchiamo la strada
dove camminare diritti.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che raccogliamo conchiglie
sulla spiaggia del nostro inverno.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che cantiamo l’amore
nel giardino delle rose e del vento.

***

nella sua pagina facebook si legge che lorenzo poggi è pensionato, e mi viene da dire: lorenzo poggi è lo scultore dei suoi pensieri…

***

muro di gomme” di lorenzo poggi lo trovate qui:  http://www.technologeek.com/blogs/media/blogs/magic/murodigomme.pdf

simonetta bumbi

luglio 2, 2013 Posted by | letturando | , , | Lascia un commento

Letturando “Da vicino nessuno è normale” di Giulia Carmen Fasolo

giulia carmen fasolo – da vicino nessuno è normale

giusy e il punto del non ritorno – edizioni smasher

 

cinquantaquattro pagine, comprese foto prefazione e citazioni.

ce ne vogliono molte di meno, per uccidere una persona, infatti, in certi casi, basta un certificato, e questo libro, aprendosi a noi per narrarci il calvario di una “vita morta”, forse ne ha usate anche troppe, ma sono servite a giusy fasolo, attraverso la mano della sorella giulia carmen, per ricordarci che i suoi ricordi finalmente possono essere, non solo accantonati, ma di aiuto per chi ancora resta muto d’occhi.

giusy è una bambina di 34 anni, che ha conosciuto quelle pareti senza porte, che si chiamano opg.

giusy ha avuto la forza della fortuna, ché nella sfortuna della sua esistenza, è riuscita a non arrendersi mai, anche quando nella sua mente, qualcuno faceva del tutto per  gettarci il silenzio. e quella fortuna, ha avuto il suo fulcro, nelle radici della sua famiglia che, malgrado le disgrazie, non ha mai perso la speranza.

questa speranza si chiama “Amore”, un sentimento/vocabolo, ormai in disuso ai giorni d’oggi.

“da vicino nessuno è normale – giusy e il punto del non ritorno”, non è un grido d’aiuto, ma una mano protesa a donarcelo, e la semplicità con cui ci parla di tanto dolore, è l’incipit per un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire, e dalle sue parole, emerge una tale dignità, da meritare tutto il nostro rispetto, e la nostra lettura.

[ Perché oggi noi malati siamo soprattutto quello che ieri hanno fatto di noi.

 In fondo, a ciascuno fa bene mentire.

Ma tutti lo sappiamo: da vicino nessuno è normale.]

simonetta bumbi

 

≈≈≈

Giulia Carmen Fasolo nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dove prevalentemente vive. Vive e lavora di psicologia, informatica, giornalismo, multimedialità e cyberpsicologia. E’ presidente del Centro Studi e Ricerche di Psicologia e Psicopatologia “Sentieri della Mentre” e dell’Associazione Smasher (Barcellona Pozzo di Gotto). È  vicepresidente del Centro Studi di Scienze Psicologiche  “Nuvola” (Emilia Romagna). E’ referente, per la provincia di Messina, del Comitato “Associazione Sicilia in Rete”. Svolge consulenza multimediale e informatica per l’Azienda System Network (Bologna).

Si occupa di giornalismo (Barcellonapg.it, Metropolis, Nuovo Soldo, …) e di Circuiti culturali nazionali (Beviamoci Freud, Movemento In-verso, …)

Le sue pubblicazioni—> QUI

 

gennaio 6, 2013 Posted by | letturando | , , , , | Lascia un commento

Letturando “Stasera Anna dorme presto” di Simona Lo Iacono

  

Simona Lo Iacono – Stasera Anna dorme presto – Edizioni Cavallo di Ferro  

 

Riporto una mia recensione del 2011 per dare ancora risalto al libro di questa Donna straordinaria, Simona Lo Iacono, magistrato e scrittrice. 

Ripetere giova, ne sono convinta.

 

Il sonno tarda a venire, fa questo effetto leggere la corale a quattro di Simona Lo Iacono, che in questo libro di snoda come dai cantoni di una stessa stanza: la vita.

Balza agli occhi martellante il vocativo, che ci assicura attimo dopo attimo di essere ancora qua, non ci si può liberare né smettere.
Una bella impasse, non c’è che dire.
E proprio come nella vita reale, non si può fare altro che proseguire, facendosi orecchio e cuore in ascolto, mentre la mente tambureggia sulla verità che emerge, che lo si voglia o no.

I passi accompagnano i passi, il contrappunto si raddoppia in un crescendo insospettabile, che forse vorremmo fermare, o cambiare, per dar loro altro ritmo, altro assetto.
Perché intuiamo che non potremo restare indifferenti, così come in un’aula di tribunale al giudice non è dato defilarsi.

L’Autrice, magistrato e attenta osservatrice, scava nell’animo dei personaggi, li fa apparire e sparire, e ancora riapparire come in un gioco di prestigio, ma sempre il martelletto in agguato a richiamare all’ordine.
La mente cerca motivazioni a scelte che si vorrebbe fossero riproposte ancora, intatte, come bivi sui quali poter tornare per decidere diversamente.
Ma come ogni esperienza esistenziale duramente insegna, dei propri errori non si può non tener conto.
Le conseguenze a volte fanno la vita o la morte. Realmente, ineluttabilmente.

Tener conto delle più intime concessioni a un sé a volte non chiaro, non linearmente adatto a un rettilineo: l’anima ha percorsi tortuosi, sentieri imperscrutabili, dai quali non si torna indietro. Non lo consente il tempo, non lo permette l’intrecciarsi dei destini, anzi, inestricabile appare il labirinto dei giorni, delle omissioni o delle svolte che avrebbero potuto cambiarne il percorso.
E così, tra isola e continente, si dipanano quattro infelicità.

Simona Lo Iacono registra. È la relatrice di un processo a porte aperte sull’incomunicabilità dell’anima.
Forse dovrebbe anche giudicare, ma non lo fa, lascia a noi ancora tempo, riservandosi, forse, la sentenza benevola per tutti, testimoni compresi.
Il lettore si senta parte in causa: verrà assolto, per non aver commesso il fatto.

Stava leggendo, alibi perfetto.

Cristina Bove

≈≈≈

Simona Lo Iacono è nata e vive a Siracusa. Magistrato da 14 anni, attualmente dirige la Sezione distaccata di Avola. Cura, sul blog Letteratitudine di Massimo Maugeri (Kataweb-L’Espresso), una rubrica fissa a metà tra diritto e letteratura . Con il suo primo romanzo Tu non dici parole ha vinto il Premio Vittorini 2009- sezione opera prima. Nel 2010 ha pubblicato il racconto La coda di pesce che inseguiva l’amore scritto con Massimo Maugeri. Sempre nel 2010 le sono stati conferiti: il Premio Internazionale Sicilia “Il Paladino” per la narrativa e il Premio Festival del talento città di Siracusa. Collabora a riviste e magazine.

(Letturando)

 

novembre 23, 2012 Posted by | letturando | , , , | Lascia un commento

Letturando “Primi sintomi di una gravidanza” di Elia Belculfinè

 

Elia Belculfinè – Primi sintomi di una gravidanza – Aletti Editore

 

Chi è “Poeta”? Non è semplice rispondere a una simile domanda, specialmente oggi che molti scrivono o tentano di scrivere poesie con lo scopo principale di esprimere le proprie emozioni, ma che poi, auto-compiacendosene, pubblicano nella speranza di avere qualche visibilità.”

 

Così inizia la prefazione di Carmen Lama alla raccolta di poesie di Elia Belculfinè

Primi sintomi di una gravidanza

Una poesia, quella di questo giovane Autore da non perdere di vista, che tiene quasi in sospeso mentre si legge e si vorrebbe contenerne ogni significato.

Complessa e pregnante, ricca di inaspettati rimandi, giardini in cui perdersi in mille sentieri apparentemente inaccessibili, ma poi tutti percorsi con la mente e il cuore aperti alla sorpresa, tanta è la molteplicità di emozioni che trasmette.

 

“Allora, è chiaro che non è sufficiente una sola prima lettura, ma che invece è necessario munirsi di strumenti interpretativi duttili, che non inchiodino la mente su una qualche univocità di veduta, bensì l’aiutino a decriptare anche codici metaforici che tali non appaiono a prima vista, ma che sono lì in questa veste anche se abilmente camuffati sotto ordinario e comune sentire e linguaggio.”

 

Ne sono convinta anch’io, perché l’estensione dei concetti è spazialità pura sia nelle metafore, di straordinaria efficacia, che nei contenuti sempre originali. Senza forzatura, ed è così evidente nel porgere di Elia una grande cultura mai esibita, tacitamente, quasi pudicamente lasciata trapelare tra i suoi versi naturalmente eleganti.

Il pregio di questa poesia è soprattutto quello di essere concepita nell’intimità più disarmata del poeta, e nell’essere poi espressa, proferita, non tanto come impulso liberatorio, quanto per una volontà di esternazione che prescinde dall’essere accolta, che manifesta una sua dignità per il solo fatto che è venuta alla luce.

 

“…il perfezionamento del poeta nella propria arte è sempre da inseguire e perseguire ostinatamente, pur essendo consapevoli di non poterlo mai raggiungere in modo definitivo, perché il poeta vero, nella sua umiltà non si potrà sentire mai soddisfatto pienamente.”

≈≈≈

Elia Belculfinè conduce il blog Fantanàsia ed è presente in antologie e in vari siti web

 

Cristina Bove

(Letturando)

ottobre 13, 2012 Posted by | letturando | , , , , | 2 commenti

Letturando “Dentro l’abisso luccica la storia” di Antonella Pizzo

 

 Antonella Pizzo – Dentro l’abisso luccica la storia – Edizioni L’Arcolaio

 

Fb ti aiuta a connetterti

quando tornerete non mi farò trovare

girerete a vuoto per le stanze

non ci sarò nei versi

mi sarò persa nelle frasi fatte

frullata dentro un bit maligno

un ologramma, un linguaggio morto

 

Sono soltanto alcuni dei versi che continuano a risuonarmi dentro con la loro forza e la loro attualità e in qualche modo illuminanti sul senso della poesia di Antonella Pizzo.

In effetti tutti i suoi testi sono di quel genere che non può leggersi senza subire un profondo coinvolgimento, un addensarsi di emozioni, dal sorriso amaro al pianto.

Poesia moderna, nei contenuti e nella forma, ma direi antica nel suo viaggiare attraverso le irrisolte domande dell’umanità, il perché la gioia dell’esistere possa all’improvviso diventare lo sgomento della morte. La perdita accomuna gli esseri umani, li lascia attoniti nel ricordo di chi ci camminava a fianco, del suo profumo e calore, per restituirci la macabra visione di quel che resta.

La presenza di questo aspetto devastante che mai più riporterà quel sorriso, è quasi schianto

“…la cosa più viva che c’era quel giorno era un garofano

mezzo agonizzante che galleggiava sull’acqua…

… ma tu ora sei tranquilla

di tutto ciò che accade intorno non ti curi”

 

L’ironia accompagna con eleganza lessicale perfino dove il dolore mostra l’acuminata ferita, insanabile, eppure capace di trasformare gli interrogativi dell’anima in una residua speranza di futuro chiarimento.

“L’eterno conta le vittorie con numero appositamente creato

un limite che ha stabilito prima di un prima mai esistito

 

Nei versi di Antonella, la vita è sempre, nello scorrere delle ore e del pensiero, e quell’Oltre è già il presente.

Infatti la presenza amata è nel ricordo di in un vestito che l’avvolse e che, nell’evanescenza che la evoca, è immagine:

“sei diventata trasparente a tutto

però le tue foto sono belle

la mia preferita è quella dove si vedono due ali d’uccello

poggiate sopra una lastra di marmo”

 

Tuttavia c’è ancora posto per la gioia, per recare una lampada accesa “che nessun vento spegnerà e nessuna pioggia” nel percorso che condurrà sì al traguardo, ma che già nel dipanarsi della strada offre bellezza struggente:

“qualcosa troveremo

sotto un sasso nella foglia nelle rive nei mari

nelle colline vieni nel cielo

ci saranno i segni che non si può sbagliare

gli astri ci circonderanno e fiumi di gioia scorreranno

mai uomo vide mai uomo immaginò cosa e dove

come si può essere lì dove la gioia è”

 

Così intensa la forza che permea la poesia di Antonella che ho preferito lasciare a lei la parola. I suoi versi sovrastano ogni mio ulteriore dire, cosicché vi consiglio di leggerlo, questo libro che è tutto, dolore di una madre, assenza-presenza di una figlia, vita e morte mescolate insieme, con la sapienza della mente, ma come solo il cuore può fare.

[dentro l’abisso luccica la storia]

meraviglia la sera che è scura e la mano che si alza

a tastare il muro

meraviglia che oggi sento ancora le campane

e la voglia di ridere

scoprire che, forse,

non tutto è perduto.

 

≈≈≈

Antonella Pizzo è nata a Palazzolo Acreide nel 1954 e vive a Ragusa.

Fondatrice di Viadellebelledonne. Sito personale: Letture e scritture (e noticine di una finta critica)

Biografia Completa —> QUI 

 

 

Cristina Bove

(Letturando)

settembre 20, 2012 Posted by | letturando | , , , | 1 commento

Letturando “Inciampi e marcapiano” di Anna Maria Curci

 

Anna Maria Curci – Inciampi e marcapiano – Edizioni LietoColle 

 

Un libro che ho riletto in questi giorni è la raccolta poetica di Anna Maria Curci  “Inciampi e marcapiano”.

Si tratta di una raccolta di testi che spiccano per originalità, sensibilità e intelligenza.

L’Autrice si presenta acuta osservatrice dell’anima umana, e sebbene si affidi a una struttura del verso essenzialmente classica, pure possiede una sua risaltante modernità.

Senza indulgere a retorica, si evidenzia però una matrice romantica, quella che non limita, anzi apre ad altri percorsi stilistici, con la finezza di una conoscenza letteraria fruibile, però, a tutti i lettori.
In questa raccolta si può apprezzare lo spirito ironico con cui A.M.Curci dà la sua impronta che, anche in pochi versi, rende i testi oltre che eleganti, esaustivi dei concetti da cui scaturiscono.

Anna Maria è anche traduttrice e saggista.
Le sue poesie sono indicative della sua grande creatività poetica, della sua versatilità stilistica e padronanza della metrica.

Laddove la rima diventa necessaria, si rende palese come un raffinato strumento atto a equilibrare la carica emotiva, a renderla lirica, vera:.
 

Narrenfreiheit

…“Ormai soltanto questa m’è rimasta:
la libertà del folle, del giullare.
Col cranio raso o le trecce da rasta
non può, non sa far altro che cantare.”…

 

La poesia che nasce dalla consapevolezza che tutto, in fondo, è stato già detto, ma che attraverso un metalinguaggio che appartiene alla parte più profonda dello spirito, tutto ancora può rivelare altro significato e diventare manifesto.

Da questa sua peculiarità nascono versi come questi:

Tau


Gesto all’incrocio
tra due alfabeti,
segno manuale del
fuori da sé.
Sesto sigillo, apre ed
espande il filatterio,
manifesta il divino
nella mano tesa.

 

Amigdala

Senza aspettar perché

torni a tuffarti

incurante dell’impatto

di incerte cromogeometrie.

 

Sei tu che guidi o segui

impulsi alieni e li trasformi

talvolta in paralisi ghignanti

talaltra in allegre allemande?

  ≈≈≈

Anna Maria Curci è nata a Roma nel 1960. Nella città natale vive e insegna. Coltiva le passioni per la letteratura e la musica come forme di resistenza civile.

 

Ha un blog, “Cronache di Mutter Courage”, ed è tra i “meltin’ po(e)t_s” di “Poetarum Silva”.

Ha il blog “Lettere migranti” nel Social NetWork  Allinfo.it

Suoi testi sono apparsi su riviste, antologie e blog online.

Ha tradotto poesie di Rose Ausländer, Ingeborg Bachmann, Thomas Bernhard, Marica Bodrožić, Dietrich Bonhoeffer, Christine Busta, Paul Celan, Hilde Domin, Marie Luise Kaschnitz, Christine Lavant.

Cristina Bove

 

(Letturando)

 

 

agosto 30, 2012 Posted by | letturando, libri | , , , , | Lascia un commento

Letturando “iostoconletartarughe” di Simonetta Bumbi

 

Simonetta Bumbi – “iostoconletartarughe” – Edizioni Smasher 

 

Giustificata dalla chiara esposizione di Simonetta Bumbi, circa le modalità con cui si effettueranno letture e relative presentazioni dei testi, mi accingo a esternare le mie impressioni di lettura su un libro letto qualche mese addietro e del quale avevo già iniziato a scrivere.

Causa trasloco, non ho ancora smistato il contenuto degli scatoloni e non ho trovato né il libro né le note buttate giù a penna al momento.

Così, pur avendo sbirciato tra quelli ancora da sistemare, e volendo comunque scrivere di questo, alquanto speciale, vado a braccio, contando soltanto sull’insieme delle emozioni che a suo tempo mi suscitò.

cb

 

iostoconletartarughe

La struttura del libro è orginale, a cominciare dall’assenza assoluta delle maiuscole, voluta per motivi precisi dall’Autrice, che io invece scrivo con la maiuscola perché degna di grande rilievo. Come la sua stessa vita, narrata intimisticamente, senza mai indulgere a un presunto lettore. Un soliloquio condotto dallo spirito osservatore, presente e a ritroso, di una mente, anzi di un’anima, che ha annotato e annota ogni vicenda, ogni sentimento, ogni pensiero, con la costanza certosina di chi necessita trovare un segno che ne renda validità e chiarezza. A se stessa, alla sua femminilità ferita gratuitamente, nella maniera esattamente opposta a quella sua, che era ed è all’insegna dell’amore.

Non fatevi fuorviare da quest’ultima affermazione. Non c’è niente di scontato o melenso in questo suo monologo. Figure si susseguono, importanti o meno, con preferenza per gli animali di casa, loro capaci di ricambiare affetto e attenzione, perfino sotto un carapace.

Forse qui mi confondo, rielaboro tra ciò che ho letto e ciò che mi è stato raccontato, e però trovo che sia proprio questo il pregio dell’Autrice.

Simonetta Bumbi, sta con le tartarughe, il cagnolino, le rose e i limoni rampicanti della sua terrazza.

Dell’affanno che ne accompagna le giornate dice il necessario, il senso scabro che la sua esistenza ha dovuto accogliere suo malgrado.

Da donna so quanto può costare ricostruire il proprio mondo affettivo quando la rozzezza di una frana ne ha minato il centro inerme.

Eppure, ai miei occhi, ne esce vincente, in questo suo abbandono totale senza fingimenti o manierismi, anzi, presentandosi in tutta la sua verità, senza scudi, completamente disarmata. È di sé che mostra, senza reticenze, anche il lato oscuro, e il risultato è una maggiore complicità emotiva che si stabilisce tra lei e il lettore.

Difficilmente un libro cattura l’attenzione come questo, accompagnando chi legge nel suo viaggio attraverso tempi e memorie di una vita.

Cristina Bove

 

 

(Letturando)

 

agosto 6, 2012 Posted by | letturando | , , , | 2 commenti

Letturando “Reversibilità” di Abele Longo – su gentile concessione di Cristina Bove

letturando fa i suoi primi passi oggi, 24 luglio 2012.
ed inizia con qualcosa di già noto della poetessa cristina bove,

perché sarà lei a regalarci le pagine di questo angolo.

è una data che non dimenticheremo.
e a seguire, una delle letture che ricorderemo.
grazie
simonetta bumbi

 
Abele Longo, Reversibilità, Edizioni Accademia di Terra d’Otranto – Neobar
per richiedere il libro: etdo@libero.it
 
 
 La matematica non è un’opinione.

La poesia non è una dimensione. Ne è prova inconfutabile questa raccolta di testi di Abele Longo.

“Reversibilità” si dichiara, apparentemente in bianco, da sfondo al disegno di Sophie, sua prima creatura, e poi si apre, si offre, e tu, ignaro lettore, t’incammini su di un sentiero che ti sembra facile.

Poi ti ritrovi a stringerti nel vento delle parole il verso, a incontrarlo sull’uscio di una casa, sul volto di una donna, in fondo o in riva al mare, tra paranze e vestiti e altri particolari  riflessi in onde, reti, vino, pozzi…

Ti ritrovi ovunque e sempre la sua voce a fianco, a dirti: guarda, sembra una bicicletta, è un’anima. Sembra un inferno, è una preghiera. Sembra. E pure è.

Grande, da contenermi, perché ci sono rimasta dentro, e non è facile per un libro farmi prigioniera, ancor più farsi spazio ad accogliermi e tenermi ostaggio di un pensiero che si fa ad ogni parola vivo e umano, umanissimo e alato, incantato disincanto, ossimorico esistere.

Un libricino – non lo direte mai –  che è un tanka sul versante del Kailash, un’onda lunga insospettata dalla riva all’oceano. Voi pensate che esagero, no, ci sono esseri capaci di comunicare l’immenso anche in un granello di rena.

Abele, affiancato dalle immagini bellissime di Nadia Esposito, e tante altre opere di artisti valenti, accompagna in un viaggio ch’è il periplo del mondo, la visione di una mente che annota l’orizzonte e il bruco, l’ala e il terriccio smosso, la nave e il nome dei suoi conterranei, dai famosi a quelli famosi ugualmente dacché lui ne ha parlato.

Ecco, vi invito al viaggio. Ne sarete entusiasti. Ne conserverete le foto nel vostro album dei ricordi.

Potete anche tenerlo come me, sul comodino, a farvi compagnia.

Lo aprirete, magari in una notte insonne, e ne sarete confortati, è il poeta che incontra l’uomo, e vi racconta.

A me questa voce si fa misura d’eterno.

 

 
 
Abele Longo è il webmaster di  “Neobar”

luglio 24, 2012 Posted by | letturando | , , , | 3 commenti