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un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

“Nato Ieri” feat Alberto Bertoli è il nuovo singolo di Gianfranco Riccelli & gli Arangara

indietro-non-tornoIndietro non ci torno” è il quarto album di Gianfranco Riccelli & Arangara che come nei precedenti si rifà alla tradizione cantautorale italiana aprendosi a contaminazioni dal sapore antico ma allo stesso tempo moderno.

Anche in questo disco Gianfranco ha magistralmente musicato due testi inediti, uno di Claudio Lolli (Le mie scale ) e uno di Pierangelo Bertoli (Nato Ieri) che , con la partecipazione di Alberto Bertoli, figlio del cantautore di Sassuolo, è il singolo estratto, in radio dal 27 Gennaio prossimo.

Indietro non ci torno, E parlami d’amore e I falchi e la madre vedono invece la collaborazione di Marcello Barillà quale autore.

Sulla scia dell’esperienza bolognese del collettivo Emirati Calabri Uniti (E.C.U.) il musicista Gianfranco Riccelli fonda il gruppo Arangara composto da musicisti calabresi residenti a Bologna e legati dalla passione per il canto popolare del sud Italia e la realtà cantautorale italiana.

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gennaio 25, 2016 Posted by | musica | , , , , , , | Lascia un commento

alberto bertoli “safà”: quando una brutta storia porta una buona speranza

l’africa è lontana, anche se così vicina. e africa è tutto ciò che uno non vorrebbe avere delle sue bruttezze esistenziali.

ma la fame e le malattie hanno bisogno di “contagi”, per essere capite, ché per guarirne da certe, come l’indifferenza o le prevaricazioni, non esiste medicina migliore della “mano”. e magari, diventassimo tutti come san tommaso, così oltre agli occhi apriremmo anche il cuore!

safà è una bambina irachena malata, vittima delle esigenze di chi governa le guerre, ma su questo singolo, cantato da alberto bertoli, diviene tutti i bambini malati del mondo, perché è un brano che il cantante musicista interpreta per un progetto benefico che ha come scopo di raccogliere fondi per “africa nel cuore”.

toccando la copertina, ciò che mi infastidiva era il bollino della siae, ché mi impediva di leggere ciò che c’era scritto nei credits. e poi mi sembrava quasi imbrattasse quel colore caldo che toccavo, ma poi mi sono detta “ma che me ne frega di leggere, voglio ascoltare”.

ero in macchina, ed il replay m’ha regalato emozioni a ripetizione, ed un gran gusto per la sintonia della musica che assecondava la parola. ma pensa, ho pensato, a volte un solo brano fa e dà più di un intero disco.

tornata a casa ho iniziato a curiosare per la rete, ed allora mi sono detta che il fastidio di quel bollino era poca cosa, a confronto di ciò che tutti rimarcano: alberto bertoli ha tutta la voce di suo padre.

mentre scrivo, safà è qui sul pc che mi fa compagnia, e alberto m’ha aiutata a capire alcune cose, e non solo con la voce (l’ho ascoltato in altri suoi brani), ma anche con i suoi occhi, ché l’immagine d’apertura del sito ufficiale rappresenta tutto il suo mondo. quegli occhiali dalle lenti rosse, sono lo specchio di ciò che vuol vedere, e non è soltanto una visione di copertura o commerciale, ché la sua interpretazione di safà è solo sua, così calda e riparatrice, quasi volesse portare con il suo timbro un po’ di benessere all’ascoltatore e, consapevole dello spessore della storia, riesce ad essere anche accorato e fiducioso per ciò che sta cantando.

c’è una storia, dietro a questo testo, vissuta in iraq dal dottor giorgio alagna, ufficiale medico della croce rossa italiana, e dall’unione di  alberto bertoli,  marco domenico lai e daniele baroni, questa testimonianza diviene una piccola icona nel firmamento della speranza.

simonetta bumbi

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CD – UDU Records 2012 – WMWDTGA 044

Prodotto dalla Gp Eventi edizioni Senza Dubbi

Gli utili della sua vendita vanno all`associazione Africa nel Cuore

(leggi la storia di safà)

http://www.albertobertoli.it/

gennaio 24, 2013 Posted by | ascoltandomeli | , , , , , , | Lascia un commento