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un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

Giulia Vay sorprende con le sue «Parole di prima e di poi»

parolediprimaedipoi«La poesia di Giulia Vay colpisce per l’immediatezza nitida con cui comunica un vasto affresco teso fra interiorità e descrizione attenta del mondo, un quadro affascinante in cui ogni lettore ritroverà qualcosa di sé, e da cui si sentirà in qualche modo cambiato».

Così il poeta e romanziere Carlo Molinaro – autore anche della prefazione – presenta «Parole di prima e di poi», opera prima dell’autrice alessandrina, uscita da qualche giorno in versione eBook e disponibile in tutte le principali librerie on-line.

Curiosamente, pur componendo da molti anni, Giulia Vay non aveva mai preso in considerazione l’idea di rendere pubbliche le sue poesie, rimaste a lungo inedite e lette solo da pochi privilegiati. Versi cresciuti insieme a lei, in un comune percorso di maturazione personale ed artistica, di ricerca tematica e linguistica, fino a questo interessantissimo esordio, che sorprendente per profondità di sguardo e padronanza espressiva.

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luglio 3, 2014 Posted by | ebook, libri | , , , , | Lascia un commento

lorenzo poggi e il suo “muro di gomme” elettronico

murodigommeè da un po’ che seguo il poggi, ed è da un po’ che volevo farmi un regalo. ed oggi, visto che ne ha fatto lui uno a me, ho deciso che.

perché negare che si scrive per se stessi, ma con la speranza che qualcuno ci legga? poi ognuno può farne ciò che desidera, sia della lettura e sia di ciò che ci ha spinti al farlo, ché la verità, senza dito davanti al viso, la sappiamo solo noi.

virtualmente l’ho conosciuto tramite contatti comuni su facebook ed è grazie a loro che ho iniziato a leggerlo.  in seguito ho visto anche le sue forme, ma questa è una notizia solo per quella cronaca che dipende dal superfluo.

leggo quotidianamente le sue poesie. non tutte mi spingono a digitare quel famoso “mi piace” che a qualcuno dà fastidio, ma che a me, spesso, aiuta a non aggiungere cose superflue, oppure perché non va di parlare nemmeno con le dita. forse è una forma di discrezione, o forse una giustificazione all’indolenza o a semplice ignoranza. non lo so, e poco m’importa, il saperlo.

lorenzo è tra il discreto e l’in, ché la sua forza vitale gli impone di parlare, ma lo fa con se stesso usando le dita.

l’ultima sua silloge elettronica, delle edizioni fatte a mano,  si chiama “muro di gomme“. il suo interno è un rimbalzare di sogni, incontri, pensieri, stagioni, luoghi, voglie, imbrogli e tanti bisogni.  ecco, e sono quest’ultimi che, forse, premono sul cuore del poggi costringendolo, quasi, ad esternare tutto ciò che vede e sente.

muro di gomme” ha la capacità di imbiancarti le pareti del quotidiano, di prepararti un pasto sì  frugale, ma che ti fa sentire l’occhio sazio, anche se nel piatto non c’è nulla mangiare.

non mi creo tanti problemi, quando leggo, perché se ricevo emozione vuol dire che ho ricevuto. e poi non tutta la grammatica suona di poesia, anzi, a volte, la limita.

riporto qui due cosette, di questa sua elettronicità, che mi piacciono assai.

***

Giorni impastati


Ci sono giorni che girano intorno.
Mai dalla parte della finestra in attesa.
C’è un pezzo di cielo che bussa sui vetri
insieme a domande appena accennate.
C’è una stanza che chiede d’entrare
ed un giardino lasciato un po’ incolto.
C’è un sentiero ad insegnare la strada,
strada di rovi da rovistare per denudare
la trama e l’ordito, grondare di sangue
la tela assassina che non fa che impastare
la farina col fango, il pane col loglio,
il sudore che cola da statue di marmo.

***

Poeti

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che siamo dei giusti
che si caricano di tutte le croci del mondo.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che spesso scaviamo
nelle zolle della nostra coscienza.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che andiamo a svegliare
le albe e addormentare i tramonti.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che cerchiamo la strada
dove camminare diritti.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che raccogliamo conchiglie
sulla spiaggia del nostro inverno.

Ci chiamano poeti con sufficienza
e non sanno che cantiamo l’amore
nel giardino delle rose e del vento.

***

nella sua pagina facebook si legge che lorenzo poggi è pensionato, e mi viene da dire: lorenzo poggi è lo scultore dei suoi pensieri…

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muro di gomme” di lorenzo poggi lo trovate qui:  http://www.technologeek.com/blogs/media/blogs/magic/murodigomme.pdf

simonetta bumbi

luglio 2, 2013 Posted by | letturando | , , | Lascia un commento