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Le Lune_dì Stefano Torossi, il Cavalier Serpente: “METTI, UN ROMANO QUALSIASI”

picmonkey-collageMetti, un romano qualsiasi (anche un qualsiasi turista straniero, naturalmente) che si trovi a passare in un giorno qualsiasi, poco prima del tramonto, davanti alla chiesa del Gesù, forse diretto a Piazza Venezia per prendere un bus qualsiasi per la stazione.

Se decide di entrare, spinto da un impulso mistico, o anche dal semplice desiderio di riposarsi un attimo, ecco cosa gli capita.

Si ritrova, smarrito, in un antro buio (il tramonto è vicino).

Naturalmente si avvia all’altar maggiore fiocamente illuminato. Si siede in uno dei primi banchi. All’improvviso dal transetto sinistro parte una musica, qualcosa di barocco per coro e orchestra; per fortuna non le solite canzoncine delle suorine con le chitarrine e dei chierichetti coi bonghetti che imperversano normalmente nelle chiese.

Si gira in quella direzione; c’è un altare su cui si intuisce a stento, nella penombra, un quadrone seicentesco con S. Ignazio assunto in cielo.

Purtroppo sulla musica si sovrappone una voce registrata esageratamente melensa che comincia (e continuerà fino alla fine della funzione) a recitare un atto di fede che poco alla volta degenera in una dichiarazione di amore divino, quasi erotica, certo molto, troppo, appassionata. Per fortuna la musica prosegue nel sottofondo.

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febbraio 27, 2017 Posted by | le lune_dì stefano torossi, il cavalier serpente | , , , | Lascia un commento