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un sentire, mai sentito, è ascoltarmi (sb)

“vento caldo”, e con michele pavanello la storia si fa pace

VC_Coverci troviamo di fronte ad un secolo indefinito, e forse è per questo che decidiamo di convivere con le assurdità che ci circondano e, nel frattempo, ciò che abbiamo dentro non si dà pace.

ecco, la pace, dovremmo farla prima con noi stessi per renderci conto che nulla è più disarmante di lei e poi, solo poi riusciremo a vedere tutta la luce che infondiamo con le nostre presenze. e non è presunzione, ma condivisione di un cammino di “ascolto”, ché siamo tutti viandanti credenti. e il “credo” ci appartiene come passanti verso quel futuro che può mancare “se non c’è l’idea del domani”.

e quel “domani” non è solo tempo, ma persona fisica nel momento in cui “tu sei qui con me, senza chiedermi perché“, ché nel momento dell’assenza ogni nostro mondo crolla. e il tu diviene e ci viene in aiuto e “non t’importa che gli altri ridano di me, ho ancora tempo e voglia di sognare, perché’ non c’è pace se non c’è amore“. sì, è davvero un’opera coraggiosa questo “vento caldo” di michele pavanello, dove senza domande ce ne pone molte e ci costringe, per fortuna, a meditare per buttare giù le barriere alzate verso il prossimo che s’incontra.

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ottobre 25, 2016 Posted by | ascoltandomeli, tuttominuscolo | , , , | Lascia un commento